lunedì 3 dicembre 2018

Rometta e Romeo Quarta Parte

Riassunto delle puntate precendeti
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Nel campus dove alloggiavo avevo una stanza con il bagno. Le condizioni in cui trovai il mio alloggio furono pietose e pietevoli: manco i porci ci avrebbero messo un’unghia!

Nella stanza i muri erano pieni di manate nere e c’era una puzza mista tra vomito e marcio.
Evidentemente chi l’aveva abitata prima di me non aveva mai aperto le finestre. La moquette beige, che ricopriva il pavimento, aveva chiazze marroni e nere ed il bagno faceva letteralmente rivoltare lo stomaco!

Certo il primo impatto è stato parecchio schifoso, ma come al solito mi sarei rimboccata le maniche e l’avrei fatto diventare la mia stanza.

Dopo due settimane, due barattoli di vernice e candeggina buttata come fosse acqua fresca, potevo ritenermi abbastanza soddisfatta del mio lavoro.

Purtroppo le cose sono andate diversamente per quanto riguarda i rapporti umani. I miei colleghi erano tutti inglesi e per loro io ero l’outsider del gruppo.

All’inizio ho pensato che a dividerci fosse il fatto che il mio inglese non era completamente fluente. Ma anche quando iniziava a migliorare i rapporti con loro non sembravano cambiare.
Ho pensato poi che magari le differenze culturali potessero essere una variabile non trascurabile.

Dopo il primo mese ho scoperto la verità: oggettivamente la mia preparazione scientifica era nettamente migliore rispetto alla loro ed il direttore del dipartimento accademico aveva notato questo particolare da subito, promuovendomi a tempo di record come team leader del progetto a cui io e i colleghi inglesi stavamo lavorando. 

Insomma tante soddisfazioni ma ero sola come un cane!

È per questo che ho iniziato ad usare Tinder.

Guardare profili, come quando visito il sito di Zara per comprare un maglione, e scegliere quello che sembrava ‘quello giusto’ senza tra l’altro pagare, sembrava un gioco davvero intrigante e facile: viri verso sinistra per scartare e verso destra per ‘acquistare’.

Il like ai profili era determinato soprattutto dalle foto, in linea di massima preferivo i mori con fisico asciutto rispetto ai biondi slavati con il fisico a grissino.  

Molte volte a convincermi è stata la descrizione: nel mio caso era un no secco verso i fumatori, i morti di figa che seguono il motto: ogni buco è frontiera, e i nerd appassionati di Star Trek. Eh sì penso di essere una dei pochi essere umani a non aver mai visto la serie!

La scelta è vastissima e all’inizio mi sentivo euforica come una bambina in un negozio di giocattoli.

L’entusiasmo si è volatilizzato quando ho scoperto che per i pretendenti su Tinder valeva la stessa cosa.

Il mercato era vastissimo e accessibile!

Sì nsomma in tre mesi di Tinder neanche un date, ossia un appuntamento, avevo rimediato. Niente, nothing… nada de nada… Un cazzo proprio, nel senso letterale e non metaforico del termine!

Due erano le cose, o io beccavo sempre il momento sbagliato o loro avevano scelto una figa più accondiscendente della mia.

La seconda ipotesi sembrava la più accreditata!

La maggior parte delle volte venivo scaricata con scuse degne di uno scolaretto che si giustifica con la professoressa, in cui il classico evergreen “Prof. non ho potuto studiare perché ieri è morta nonna” si trasforma nell’era tinderiana in: “Mi dispiace non possiamo vederci perché questo fine settimana devo lavorare per finire un progetto molto importante”.

Sottotitolo: ‘Tu eri il progetto iniziale, ma capirai bene che dal momento che Chantal mi ha confessato che la cosa che la diverte di più nella vita è fare sesso selvaggio, lei è passata in cima alle mie priorità classificandosi come progetto prioritario!’

Nun ce fa una piega no?

Le inglesine con l’allargamento di gambe facile vincevano dieci a zero su una come me che, pur avendo sempre seguito il motto di Nonna Marietta, non giudicando la ‘barca’ di nessuno, preferiva valutare un minimo prima di far salire a bordo qualcuno.

Poi un giorno quasi per caso ho visto Romeo, un ragazzo iracheno che sembrava assomigliare ad Aladino, quello del cartone animato Disney. Ho subito messo il like!

Rometta e Romeo sembrava il sequel comico della tragedia shakespeariana!

Ah se mi fossi ricordata che il caro William l’aveva pensata come tragedia e che trasformare una tragedia in una risata è una impresa difficile, se non ardua!

Ma vabbè tutte queste considerazioni al tempo non sfioravano minimamente la mia mente.


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