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Parte Sesta
Mi rivolgo a voi single ‘in età da marito’. A voi che
ogni volta che incontrate la vecchia zia o la vicina di casa vi rivolgono
sempre la stessa fottuta domanda: ‘Ma quando ti sposi? Almeno ce l’hai il
fidanzato?’
A quella domanda invasiva e fastidiosa come la sabbia
sulle mutande tutte noi vorremo rispondere:
‘Senti … io fortunatamente sono nata in un’epoca in cui
per la donna la sola ragione di vita non è preparare la cena al marito e
smerdare il culo ai figli! Io non sono costretta a sposarmi con il primo
stronzo che passa… Io lavoro, posso mantenermi da sola! Ma poi se mi sposo o
no, se scopo o no a te precisamente che cazzo te ne frega?’
Ecco così vorremmo rispondere, ma anche se siamo convinta
che meglio sole che male accompagnate quella domanda ci mortifica facendoci
sentire inadeguate.
Quando poi si incontra qualcuno che ci fa sentire
speciali, che ci riempie le giornate e che scopa pure bene ci convinciamo che
stiamo avvicinandoci alla meta, e la prossima volta potremmo rispondere:
‘Cara
vecchia zia Pia, sai cosa io ho trovato un uomo che, a differenza di tuo
marito, non si ubbriaca e mi pesta di botte’.
‘Cara vicina rompicoglioni, sai
che sono innamorata di un uomo, non come te che te lo sei dovuta sposare perché
tuo padre te lo ha imposto!’
‘Per tutte le impiccione… io me lo sono scelto su
una app il mio uomo!’
Questo per dirvi che Darren era totalmente diverso dai
miei ex. Era quello che, scusate il gioco di parole, non aveva quello che non
volevo e che mi aveva fatto soffrire in passato.
Con lui tutto sembrava facile. O meglio quasi tutto!
Il piccolo problemino della taccagneria restava, ma
vabbe’ sticazzi nessuno è perfetto no?
Il nostro rapporto andava talmente bene che dopo 6 mesi
abbiamo deciso di andare a vivere insieme nella casa che Darren aveva ricevuto
inaspettatamente in eredità da suo zio.
L’appartamentino si trovava a Peckam, un quartiere a sud
di Londra molto hippie. La cosa ottima era che è a due fermate di treno dal
celebre London Bridge.
Aveva una stanza grande e una piccolina, un angolo
cottura, una sala da pranzo con divano e un bagnetto. Era perfetta per noi due.
Appena l’ho visto me ne sono subito innamorata.
I miei sogni sono però svaniti quando Darren mi fece una
proposta che mi lasciò di stucco.
‘Visto che abbiamo due stanze, una la potremo affittare?
Che ne dici?’
Ma anche No! Non c’era motivo di affittarla, considerato
che non pagavamo mutuo e lavoravamo entrambi.
Ma a nulla sono valse le mie lamentele, la casa era sua e
lui mi ha convinto che condividere bollette e avere una entrata extra ci
avrebbe fatto comodo.
Alla fine, con molta riluttanza ho acconsentito anche
perché lui mi promise che sarebbe stata una ‘cosa temporanea’.
Da quel momento in poi è iniziato l’inferno!
È stato in quel momento che ho scoperto che Darren non
era solo taccagno ma malato e la sua ossessione mi mandava fuori di testa!
Non comprava detersivi, non perché ci tenesse
all’ambiente ma perché sosteneva che l’acqua e l’olio di gomito erano il
miglior rimedio per tutto.
Io e quel poveraccio di Ermanno, il nuovo coinquilino che
dormiva nella stanza piccola, avevamo l’acqua calda solo per 1 minuto esatto
per fare la doccia. Dopo il minuto la doccia iniziava a emanare solo acqua
gelida.
Darren aveva applicato un cronometro allo scaldabagno per
far azionare quel marchingegno malefico.
Per il lavandino invece l’acqua calda non c’era proprio!
Purtroppo quell’inverno è stato davvero gelato, ma voi
credete che Darren abbia mai acceso i riscaldamenti? NO! manco un secondo.
Avevo le mani del colore delle prugne ed il naso talmente
rosso che sembravo Babbo Natale. Quel poveraccio di Ermanno ebbe anche la
febbre, ma questo credete abbia intimorito Darren? COL CAZZO!
L’ultima goccia che ha fatto straboccare il vaso è stato
quando quel simpaticone di Darren ci ha imposto di non scaricare quando
facevamo la pipì ma solo quando si faceva qualcosa di solido. In questo modo
avremo risparmiato sulla bolletta dell’acqua.
Eh Nooo! Qui si trattava di igiene e di farmi rivoltare
lo stomaco ogni volta che entravo in bagno! Non si poteva proprio fare.
Io ed Ermanno ci siamo allora alleati per fare un
discorsetto serio a Darren.
Quando abbiamo finito di parlare, Darren con tono calmo e
rivolgendosi solo a me ha detto:
‘Paola, tu non hai nessun titolo per parlare,
partecipi alle spese ma non paghi l’affitto quindi se vuoi protestare puoi
farlo ma dal prossimo mese mi paghi il dovuto’.
Era l’inizio della fine che sarebbe arrivata da qui a
breve.
To be continued
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