martedì 19 marzo 2019

La nuova lezione - la storia di Paola - Settima e Ultima Parte

Riassunto delle puntate precedenti

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Parte Settima

Le parole di Darren quella sera sono arrivate come un fulmine a ciel sereno.

Ho cercato di parlare con lui per vedere se mai si fosse pentito.

Manco per il cazzo! Io ero per lui una coinquilina e visto che non accendeva i riscaldamenti io gli facevo da scaldaletto con l’opzione che scopava pure gratis.

Due al prezzo di una! Si una deficiente come me!

È stata una decisione dolorosa ma dopo quel fatto ho raccolto le mie cose e mi sono chiusa la porta alle spalle.

Sono stata ospite per un mese dalla mia collega, si quella che mi portava la zuppa quando sono stata male, e botta di fortuna dopo un po’ ho ripreso la mia vecchia stanza che nel frattempo era tornata sfitta.



Dopo che me ne sono andata di casa, quel tirchiaccio bastardo si e' accorto che la quota delle bollette era aumenta ed il cibo, che compravo solo io, non era più a costo zero per lui.

Soprattutto i suoi istinti passionali si sarebbero dovuti sbollire alla vecchia maniera… dove la manina diventava lunga per far funzionare la sega!

È per questo che mi ha ricercata.

Non so neanche io perché ma ho accettato di rivederlo in un pub.

Appena sono entrata l’ho visto seduto ad un tavolo con l’espressione bastonata di un gatto randagio.

Mi sono seduta, ho ordinato uova, pancetta avocado e un toast, lui… solo acqua di rubinetto.

Ha cercato in tutti i modi di convincermi a ritornare con lui e per un secondo l’idea ha anche sfiorato la mia mente, poi è avvenuto qualcosa che mi ha aperto gli occhi, semmai ce ne fosse ancora bisogno, su chi fosse veramente Darren.

Il tavolo vicino a noi era vuoto ma avevano lasciato un mezzo panino una bottiglia di Coca Cola e due caramelle.

Mentre io stavo ancora parlando vedo Darren alzarsi, prendere i fazzolettini, avvolgere con una completa disinvoltura il panino, metterselo in tasca insieme alle due caramelle e bere la bibita dalla bottiglia.

La cameriera e gli altri avventori del locale hanno assistito  alla scena disgustati. Io non ero mai stata così in imbarazzo in vita mia.

Neanche il peggior accattone avrebbe mai osato tanto!

Non potevo vivere con una persona del genere.

Si è vero lo amavo ancora ma non potevo rinunciare a vivere per amore suo.

Con il cuore spezzato di chi ci ha voluto credere fino all’ultimo, mi sono alzata e senza dire una parola sono uscita dal locale, dalla sua vita e dai miei sogni.

Vi assicuro che per tutto il tempo che sono stata con lui non gli ho fatto mai pesare il fatto che lui fosse tirchio… ma così tirchio che al confronto l’Avaro descritto da Moliere era Gianluca Vacchi.

Tra me e il vile denaro ha scelto il secondo, e non per fare la bella vita ma per metterlo in una sicura cassaforte e poterselo contare come faceva zio Paperone.

Il colpo l’ho accusato ed è stato peggio di un pugno in pieno stomaco.

Questa volta, non mi è proprio venuto da dire Sticazzi! Perché certe cose feriscono e fanno male.

Si certo si sopravvive ma la ferita è ancora aperta e questa volta non c’è neanche la consolazione di dire: ‘ Imparo per la prossima volta.’

Quando pensavo che le sfighe del passato erano solo passato perché la famosa esperienza mi aveva forgiato, mi sono accorta che la vita è talmente imprevedibile che ad ogni collina che scali, alza il tiro e tu, senza sapere né come ne quando, ti ritrovi a scalare una montagna!

E allora lo sapete che vi dico che la morale ha tutto il sapore di una nuova lezione.

Come se dice a Roma: Col passato ce famo er sugo!

The End





lunedì 18 marzo 2019

La nuova lezione - la storia di Paola - Parte Sesta

Riassunto delle puntate precedenti

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Parte Sesta

Mi rivolgo a voi single ‘in età da marito’. A voi che ogni volta che incontrate la vecchia zia o la vicina di casa vi rivolgono sempre la stessa fottuta domanda: ‘Ma quando ti sposi? Almeno ce l’hai il fidanzato?’

A quella domanda invasiva e fastidiosa come la sabbia sulle mutande tutte noi vorremo rispondere:

‘Senti … io fortunatamente sono nata in un’epoca in cui per la donna la sola ragione di vita non è preparare la cena al marito e smerdare il culo ai figli! Io non sono costretta a sposarmi con il primo stronzo che passa… Io lavoro, posso mantenermi da sola! Ma poi se mi sposo o no, se scopo o no a te precisamente che cazzo te ne frega?’

Ecco così vorremmo rispondere, ma anche se siamo convinta che meglio sole che male accompagnate quella domanda ci mortifica facendoci sentire inadeguate.

Quando poi si incontra qualcuno che ci fa sentire speciali, che ci riempie le giornate e che scopa pure bene ci convinciamo che stiamo avvicinandoci alla meta, e la prossima volta potremmo rispondere: 

‘Cara vecchia zia Pia, sai cosa io ho trovato un uomo che, a differenza di tuo marito, non si ubbriaca e mi pesta di botte’.

‘Cara vicina rompicoglioni, sai che sono innamorata di un uomo, non come te che te lo sei dovuta sposare perché tuo padre te lo ha imposto!’ 

‘Per tutte le impiccione… io me lo sono scelto su una app il mio uomo!’

Questo per dirvi che Darren era totalmente diverso dai miei ex. Era quello che, scusate il gioco di parole, non aveva quello che non volevo e che mi aveva fatto soffrire in passato.

Con lui tutto sembrava facile. O meglio quasi tutto!

Il piccolo problemino della taccagneria restava, ma vabbe’ sticazzi nessuno è perfetto no?

Il nostro rapporto andava talmente bene che dopo 6 mesi abbiamo deciso di andare a vivere insieme nella casa che Darren aveva ricevuto inaspettatamente in eredità da suo zio.

L’appartamentino si trovava a Peckam, un quartiere a sud di Londra molto hippie. La cosa ottima era che è a due fermate di treno dal celebre London Bridge.

Aveva una stanza grande e una piccolina, un angolo cottura, una sala da pranzo con divano e un bagnetto. Era perfetta per noi due.

Appena l’ho visto me ne sono subito innamorata.

I miei sogni sono però svaniti quando Darren mi fece una proposta che mi lasciò di stucco.
‘Visto che abbiamo due stanze, una la potremo affittare? Che ne dici?’

Ma anche No! Non c’era motivo di affittarla, considerato che non pagavamo mutuo e lavoravamo entrambi.

Ma a nulla sono valse le mie lamentele, la casa era sua e lui mi ha convinto che condividere bollette e avere una entrata extra ci avrebbe fatto comodo.

Alla fine, con molta riluttanza ho acconsentito anche perché lui mi promise che sarebbe stata una ‘cosa temporanea’.

Da quel momento in poi è iniziato l’inferno!

È stato in quel momento che ho scoperto che Darren non era solo taccagno ma malato e la sua ossessione mi mandava fuori di testa!

Non comprava detersivi, non perché ci tenesse all’ambiente ma perché sosteneva che l’acqua e l’olio di gomito erano il miglior rimedio per tutto.

Io e quel poveraccio di Ermanno, il nuovo coinquilino che dormiva nella stanza piccola, avevamo l’acqua calda solo per 1 minuto esatto per fare la doccia. Dopo il minuto la doccia iniziava a emanare solo acqua gelida.

Darren aveva applicato un cronometro allo scaldabagno per far azionare quel marchingegno malefico.

Per il lavandino invece l’acqua calda non c’era proprio!

Purtroppo quell’inverno è stato davvero gelato, ma voi credete che Darren abbia mai acceso i riscaldamenti? NO! manco un secondo.

Avevo le mani del colore delle prugne ed il naso talmente rosso che sembravo Babbo Natale. Quel poveraccio di Ermanno ebbe anche la febbre, ma questo credete abbia intimorito Darren? COL CAZZO!

L’ultima goccia che ha fatto straboccare il vaso è stato quando quel simpaticone di Darren ci ha imposto di non scaricare quando facevamo la pipì ma solo quando si faceva qualcosa di solido. In questo modo avremo risparmiato sulla bolletta dell’acqua.

Eh Nooo! Qui si trattava di igiene e di farmi rivoltare lo stomaco ogni volta che entravo in bagno! Non si poteva proprio fare.

Io ed Ermanno ci siamo allora alleati per fare un discorsetto serio a Darren.

Quando abbiamo finito di parlare, Darren con tono calmo e rivolgendosi solo a me ha detto: 

‘Paola, tu non hai nessun titolo per parlare, partecipi alle spese ma non paghi l’affitto quindi se vuoi protestare puoi farlo ma dal prossimo mese mi paghi il dovuto’.

Era l’inizio della fine che sarebbe arrivata da qui a breve.

To be continued


sabato 16 marzo 2019

La nuova lezione - la storia di Paola -- Parte Quinta

Riassunto delle puntate precedenti

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Parte quinta

Con Darren, come per tutti i miei ex, i primi tempi sono statiuna  luna di miele.

Certo una cosa che mi è balzata subito agli occhi era quella che all’inizio avevo catalogato come una oculatezza finanziaria serrata.

La cosa non mi dispiaceva poiché non sono mai stata una spendacciona.

Poi però le cose sono diventate un po’ troppo estreme.

Mai una cena fuori, sempre a casa mia. Mai un cinema, una mostra o un cazzo di drink. Assolutamente no ai viaggi, perché sosteneva lui: come stai a casa tua non stai da nessuna parte.

Gli spartani facevano una vita molto più mondana della nostra.

Come diceva sempre lui, la nostra non vita sociale era comunque finalizzata ad investimenti futuri. E voi capite bene che nella mia mente è scattata subito l’associazione con casa, famiglia e magari un figlio.

Ora mi viene da ridere ma, è stato questo a farmi innamorare di lui. La sua concretezza e il suo occhio ad un futuro sicuro oltre che d’amore.

Lo trovate strano? Bè allora è il caso che vi dica qualcosa su di me che spieghi come Darren fosse un eroe ai miei occhi.

Vi riassumo la mia storia in poche righe: sono cresciuta in una villa enorme con piscina e jacuzzi. Quando ero poco più che adolescente, mi sono ritrovata con mia madre e mia sorella in un monolocale della periferia romana perché mio padre si era giocato tutto al casinò di San Remo. In una sola sera… aveva impegnato anche le mie barbie al tavolo verde!

Quella esperienza mi ha segnato, ed è per questo che nella vita sono sempre stata attenta con i soldi.

Diciamo che ho scoperto con il tempo che se mio padre, in tutta la sua vita, ha sempre avuto le mani bucate, Darren aveva sicuramente il classico braccino corto.

Il primo campanello d’allarme è suonato quando abbiamo fatto la spesa insieme per la prima volta.

Mentre eravamo al supermercato vicino casa sua, l’ho visto scomparire tra le corsie. 

Dopo 10 minuti osservo la seguente scena: lui che confabula a lungo con un commesso che snervato dalla sua persistenza si allontana e dopo pochi minuti gli da due buste di cibo.

A quel punto un sorriso raggiante si disegna sul viso di Darren che trotterellando come un deficiente si avvicina e mi dice: ‘Ho fatto la spesa tutto gratis’

‘Come tutto gratis?’
‘Si questa roba è scaduta e qui la buttano, allora io me la prendo a costo zero, così risparmiamo no?’

I supermercati non potrebbero neanche regalare il cibo scaduto perché potrebbe far male, ma a Darren non importava aver messo in difficoltà il commesso né tantomeno aveva paura per le conseguenze fisiche.

Lui aveva risparmiato e questa era la cosa che lo faceva più felice.

Infondo non mi sembrava una caratteristica così negativa. Alcune persone trovano la felicità facendo cose di gran lunga più distruttive.

Infondo non faceva male a nessuno, tantomeno a me.

O così credevo ... 

To be continued


venerdì 15 marzo 2019

La nuova lezione - la storia di Paola - Parte Quarta

Riassunto delle puntate precedenti

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Parte quarta

È stata in una di quelle sere d’inverno, quando finito di guardare l’ultima puntata della terza serie di Game of Thrones, e non sapendo cosa fare ho deciso di ‘dare una botta di vita’ ed invece di spendere soldi e comprare cazzate su Amazon mi sono messa a vedere che c’era di interessante su Tinder’.

Sfoglia e sfoglia … quella sera ho trovato solo i soli egocentrici che pubblicavano addominali tartarugati e patiti dello sport e della vita salutare.

Ecco un profilo tipo di questi sportivi:

‘Amo scalare montagne, fare snowboard, sciare, nuoto e corro ogni giorno. Faccio due maratone all’anno e mangio solo cose naturale. Ovviamente sono vegano!’

No, non era per me. Il mio sport preferito è alzarmi dal divano per raggiungere il frigorifero!

L’unico carino che sembrava non drogato di sport era Darren.

E allora perché no? Si all’unico che sembrava ‘compatibile’ con lo sport ‘culo sul divano’ che  praticavo, e pratico tutt'ora, con assiduita' e constanza. 

Darren mi rivelò al nostro primo incontro che il motivo per il quale scelse me fu il fatto che io non sembravo una gold digger ‘cercatore d’oro’.

Chi sono le gold diggers? Sono quelle donne che la pensano nel seguente modo: ‘la figa ce l’ho io i soldi ce li hai tu … siamo la coppia perfetta’.

Moderne meretrici che cercano di sistemarsi ma non con qualcuno capace di amarle. Il partner deve avere i money e soprattutto deve essere generosissimo con i regali, le cene nei ristoranti e le vacanze extra lusso.

Si insomma loro si denominano anti-femministe ma, in realtà diciamocelo serenamente, sono solo mignotte camuffate da donne ‘da proteggere’.

Io, da sempre femminista e donna indipendente, rispecchio in pieno la loro antitesi, ed in questo Darren c’aveva visto davvero lungo.

Se ne accorse subito quando arrivando al banco del pub io ho pagato per il mio bicchiere di vino e lui la sua pinta di birra piccola.

Con Darren quella sera è stato feeling al primo sguardo. Non amore, né attrazione ma feeling, nel senso che la pensavamo in maniera identica su tutto soprattutto sui soldi.

Entrambi condannavamo le persone che bruciano lo stipendio in abiti di marca costosissimi, non sanno rinunciare all’aperitivo che anche nel pub di quart’ordine di Londra sborsi una cifra ridicola per due birre – poi non ti ci mettono neanche I classici salatini o due olivette sti morti de fame!

La storia è iniziata così, tra una risata e un discorso serio.

Lui sembrava davvero l’altra metà della mela.

Peccato davvero che era marcia, e quando ho visto il verme era ormai troppo tardi, perché nonostante le batoste ricevute fino ad ora e le mie antenne dritte, il suo difetto non lo vedevo come tale, anzi mi sembrava un gran pregio.

Ogni cosa, anche quella positiva, portata all’eccesso diventa un dramma.
Anche l’acqua, elemento fondamentale per la sopravvivenza.

Se si assumono più di 5 litri d’acqua in 24 ore, si fa indigestione di acqua, so che può sembrare assurdo eppure succede e la cosa migliore da fare è andare al pronto soccorso.

Io al pronto soccorso non ci sono andata, ma certo il suo ‘difetto’ mi ha messo davanti ad un bivio in cui ho fatto fatica a scegliere la strada giusta.

To be continued


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giovedì 14 marzo 2019

La nuova lezione - la storia di Paola - Parte Terza

Riassunto delle puntate precedenti:

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Parte Terza

Ricordo il mio primo giorno di lavoro nell’edificio gigantesco nel cuore della City.

Per arrivare al lavoro prendevo, e prendo tutt’oggi, la metro. Da casa mia, o meglio dalla casa che condivido con due ragazze e un ragazzo, per arrivare in ufficio devo fare solo sei fermate di metro.

Ora, fatemi dire che l’abbonamento costa un sangue ma i mezzi arrivano sempre in orario ma… e si miei cari c’è un ma….

La gente si accalca come animali nei carri bestiame ed in questi scatoloni di ferro tendono a spruzzarsi un litro di profumo che purtroppo non copre la loro puzza nauseabonda.

Io capisco che non c'è il bidet ma cazzo fatevi una doccia!

Io questa gente la farei scendere dalla metro e non solo la muterei ma i recidivi li condannerei a tre giorni di galera.

Ar gabbio devono andare!!!

Scusate il livore ma ho sempre avuto lo stomaco debole e gli odori forti non li sopporto!

Il posto in cui lavoro è popolato da una marea di gente, tutta vestita di nero, che in confronto il nostro outfit per i funerali sembra il carnevale di Rio.

Tutti corrono spasmodicamente verso l’ufficio con quell’aria incazzata di chi aprendo il mobiletto della cucina si è reso conto che il caffè è finito ma poi noti che tutti hanno in mano il bicchierozzo di cartone con una qualche bevanda calda - anzi bollente.

Mi sono chiesta mille volte cosa contenesse poi, dopo poche settimane che ero a Londra ho scoperto il caffè’ americano. Una miscela di acqua calda e qualcosa che somiglia, vagamente, al nostro caffè.

Credevo che con il tempo mi sarei abituata, e invece no! In ufficio c'è sempre la mia amata macchinetta del caffè e guai chi me la tocca!

Diciamo che la vita a Londra non era poi tanto male, ma se sto qui a raccontarvi la mia storia significa che si ho usato Tinder ed è stata proprio questa app malefica che mi ha portata dritta dritta al mio Dating Bad.

Prima di incontrare Darren ho avuto un paio di date, incontri, che definire catastrofici non mi sembra una esagerazione.

C'è’ stato Manuel, un ragazzo spagnolo tanto passionale e mai abitudinario.

Ecco ogni tanto, per scombussolare la routine mi lasciava… così tanto per tenere accesa la fiamma della passione. Ma fanculo Manuel... io c’ho più di quarant'anni me devo sistema’! Adios!

Secondo, ma solo in ordine cronologico, è arrivato Peter, rugbista inglese che sembrava una roccia!

A conoscerlo meglio però la sua pesantezza e lagna cronica mischiata alla sindrome maniaco depressiva hanno avuto il sopravvento e invece di rompere la roccia mi aveva smarronato i coglioni che non ho mai avuto!

Non c’è due senza tre, penserete voi.

E qui ecco che arriva Walter, italiano specializzato in monologhi infiniti farciti di supercazzole spacciate come dogmi religiosi. Per non parlare della sua simpatia … comparabile alle vampate di menopausa che, sono sincera con lui sentivo avvicinarsi!

Dopo il terzo tentativo, uno dovrebbe fermarsi e riflettere sul fatto che se uno a 40 anni è single e usa Tinder qualche problemuccio ce l’ha sicuramente.

 Ma poi si pensa:
‘Mbe vabbè pure io c’ho più di 40 anni e lo uso … non sono mica psicopatica!’

È stato il mio quarto date, Darren, a cambiare le cose.

Con lui ho ottenuto l’accesso libero a vita per l'area Vip della Neurodeliri!

To be continued




mercoledì 13 marzo 2019

La nuova lezione - la storia di Paola - Seconda Parte

Riassunto delle puntate precedenti:

Parte Seconda

I quaranta anni sono stati per me l'età più bella: ho iniziato ad accettare i miei fianchi larghi e il mio culo grosso (grazie Kim Kardashian che hai fatto fuori i culi secchi portando al successo noi ‘culone’).

I miei pensieri e le mie opinioni venivano fuori con maggiore determinazione, perché aho’ mi ero rotta le ovaie a stare zitta e alimentare la mia gastrite.

Il regalo più bello che mi sono fatta per l’inizio degli ‘anta’ è stato vivere la vita con maggiore leggerezza. 

Si lo so potrebbe essere contraddittorio rispetto alla norma: più si cresce più crescono le preoccupazioni e si perde la spensieratezza adolescenziale che ti faceva dire: Ma sti cazzi!’

Ecco, io quello sticazzi me lo sono ripreso a due mani!

Sticazzi se sono stata tradita, se sono rimasta attaccata ad un uomo che a 38 anni aveva l'intelligenza emotiva di un bambino di sei, se l’amica del cuore, quella che reputavo come una sorella, ha cercato di fregarmi uno scatafascio di soldi coinvolgendomi in un progetto lavorativo che in realtà serviva ad usare i miei risparmi per fargli finire di pagare il muto.

Che poi brutta stronza cosmica… se me li chiedevi quei soldi te li avrei prestati pure!

Ma vuoi mettere non essere in debito e rubarli.

Peccato per lei che ho scoperto i suoi piani due ore prima di firmare il contratto che  avrebbe lasciato il mio conto in rosso.

Porella c’è rimasta male quando ha visto i suoi piani andare a puttane.

Poi quando ha scoperto che a puttane ci andava anche il suo adorato maritino le cose si sono messe davvero male per lei.

Si chiama Karma! Ma questo l’ho scoperto anni dopo la mia ‘disavventura mancata’ con lei!

Credetemi il fatto che la mia più cara amica mi volesse fregare mi ha lasciato delle cicatrici che ancora non sono del tutto rimarginate.

Nonostante tutto io sono andata avanti, e sapete perché’? Ve lo dico io… ho ricominciato ad applicare il mantra magico: ‘Sticazzi!

Sticazzi se la vita fa schifo io la cambio quando voglio!

È così che un bel giorno ho fatto le valigie e mi sono trasferita a Londra.

Londra, con le sue luci le sue ombre.

La sua indifferenza ed i legami forti che si creano tra gli emigrati italiani.

Dopo 4 anni a Londra mi sono convinta che la coesione tra gli italiani a Londra sia molto più’ forte che in ‘madrepatria’.

La ragazza che hai conosciuto in metro che ti dà la sua email per revisionare il tuo Curriculum Vitae in inglese.

La collega di lavoro che diventa la persona che quando hai la febbre alta e non ce la fai neanche ad alzarti dal letto ti bussa alla porta per portarti la zuppa calda e il paracetamolo e ti dice con tono materno:

‘Paola, domani non andare al lavoro riguardati!’

Il ragazzo conosciuto ad una festa che ti segnala e ti raccomanda per il tuo nuovo lavoro. Ma non pensate ad una raccomandazione all’italiana anche perchè la decisione finale la prende comunque il manager ed è basata sempre sulle conoscenze e le potenzialità’ del candidato.
Se vali poco, qui non conta la parola neanche del Padre Eterno!

Alle aziende localizzate a Londra interessa il business… i money, i piccioli, gli sghei,  o come li volete chiamare!

La raccomandazione consiste solo nello spendere due parole buone per te, e questo potrebbe fare la differenza nella decisione del boss se mai fosse indeciso tra scegliere te o un altro candidato.

E comunque, raccomandazione o no il lavoro l’ho preso io.

Da lì ho iniziato una nuova vita che mi ha insegnato la nuova lezione.

To be continued