sabato 3 novembre 2018

Corri che ti prendo - La storia di Alba Quarta parte


Quarta Parte 

Louis aveva una faccetta pulita, l’occhio malandrino e la battuta sempre pronta. E cosa interessante era a New York per una conferenza di lavoro ma era nato a abitava a Londra. 

Louis era il perfetto candidato per diventare il mio ‘date’, ossia il ragazzo delle uscite , anche nella città che avevo scelto per vivere!  

Ci siamo incontrati per la prima volta al ‘Terra Blues’, un pub che ricorda le vecchie taverne rivisitate con luci e atmosfere suggestive ed una vista sul Greenwich village che toglieva il fiato. 

Il pub è altamente consigliato agli amanti di blues, che anche quella sera faceva da colonna sonora arrivando dal palco in fondo alla sala. 

Diciamo che  questo genere musicale non è il mio preferito ma io li’ non ci ero finita per ascoltare la musica ma per vedere lui dal vivo! 

Appena entrata l’ho riconosciuto immediatamente e ho iniziato davvero a credere a tutti quelli che mi raccontavano delle loro esperienze riguardo l’amore a prima vista. 

La cosa chiara fin da subito è stata la forte attrazione fisica che ho provato vedendolo. 

La sera del nostro primo incontro è stata esattamente come volevo che fosse. Un bicchiere di birra, pochi convenevoli e la conclusione nella stanza del suo albergo. 

In quelle quattro mura Attrazione Fatale e Basic Instinct in confronto sembravano Casa Vianello.

È stato in quel periodo che ho compreso a fondo cosa fossero gli orgasmi multipli. Come l’amore a prima vista li consideravo leggende metropolitane. Da quella sera in poi sono entrati a pieno titolo nel mio bagaglio di esperienza. 

Durante i miei ultimi tre giorni nella grande mela io e Louis siamo stati inseparabili e tutto sembrava avvolto in un'atmosfera magica. 

La passeggiata al Central park, quell’ immensa macchia verde in cui il caos della grande metropoli lascia spazio al silenzio e ai colori della natura, in cui io e lui, mano nella mano parlavamo di noi e del nostro passato. 

Le nostre colazioni nei caffè di Brooklyn, dove le occhiate sensuali e le risate si fondevano come il burro sul pane tostato.  Le nostre cene romantiche a letto, perché New York è bella anche e soprattutto di notte ma lui mi piaceva di più!

Tutto appariva come il preludio di qualcosa di molto più importante. Saremo tornati a Londra con una settimana di differenza. 

Ci saremmo visti ancora nella capitale inglese, dove nulla sarebbe cambiato anzi, avremmo costruito giorno dopo giorno la nostra storia rafforzando con il tempo il nostro sentimento. Magari saremmo andati a vivere insieme e poi chissà il matrimonio... 

Ora voi penserete che questi sono pensieri confusi che si trascinano a fatica il primo quarto d’ora dopo essersi svegliata. Con il primo caffè di solito la gente riacquista una certa lucidità. 

Io no! Io sono diversa, d’altronde l’ho premesso dall’inizio che sono una sognatrice e pure incallita. 

Il giorno del mio ritorno a Londra ero convinta che lui mi accompagnasse, non dico all’aeroporto, ma almeno fino alla stazione dei treni per darmi il nostro ultimo bacio a New York. Ed invece COL CAZZO!

Ho ricevuto solo un messaggio sul cellulare dove mi scriveva: ‘ Ciao Abba spero che farai un buon viaggio di ritorno. Magari qualche volta ci rivediamo a Londra’. Come dire: ‘Bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao!’ - L’avete letta cantando vero? 

Io quella mattina mi sarei dovuta svegliare e rimettere un po’ tutto nella cornice giusta. Purtroppo l’unica cosa che mi ha infastidito, e anche parecchio, è stato il fatto che avesse sbagliato il mio nome. 

Quando si dice vedi la pagliuzza in un occhio e non senti la trave nel culo.

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