Riassunto delle puntate precedenti:
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Terza Parte
Appena atterrata ad Heathrow il viaggio verso l’appartamento che avevo precedentemente affittato dal Belgio è stato lungo e pieno di imprevisti: dalla signora sessantenne italiana che sull’aereo mi ha raccontato tutta la sua vita da emigrata inanellando una serie di cliché che eguagliavano solo una Barbara D’Urso in gran spolvero fino al ragazzo francese, che, anche lui emigrato, mi ha raccontato quanto la capitale inglese non fosse stata madre ma matrigna con lui.
Sono stata pazientemente ad ascoltare per 45 minuti tutte le sue sventure in cui avrei tanto voluto urlare: ‘Gracon, ma invece di raccontarmi di quando ti hanno licenziato come cameriere e hai fatto la fame per una settimana guarda fuori dal finestrino e scoprirai la vastità del cazzo che me ne frega!’
Ed invece mi sono contenuta perché essere una emigrata al suo primo giorno in una città nuova, non parlare perfettamente la lingua e sentirsi spaesata in un contesto sconosciuto, mi hanno resa più fragile e vulnerabile. La tendenza in questi casi è quella di cercare contatti e non allontanare nessuno.
Tutto perché si è soli come non mai, e si è vero, si ha paura del salto nel vuoto che si è compiuto.
È per questo che ho sopportato quella stronza demente della mia coinquilina, una studentessa inglese di venti anni, che apriva i miei cassetti e si rubava le mie magliette, si spruzzava il mio profumo, che in 2 settimane da nuovo era visibilmente consumato, e rovistava nella mia dispensa o nella mia parte di frigo per mangiarsi le mie scorte.
Era talmente idiota che apriva la nuova scatola di biscotti. Ma dico io pazienta un pochino che quando è aperta è più difficile che ti scopro no? Ma vabbè quando il buon Dio ha distribuito l’intelligenza lei ha sicuramente smarrito il foglio con le istruzioni per l’uso!
Anche in quel caso sono rimasta zitta perché finché non la beccavo in flagrante di reato non potevo accusarla di nulla. E poi lei era l’unico contatto che avevo a Londra!
A parte questi ‘piccoli’ problemi di convivenza Londra mi ha accolto nel migliore dei modi.
Parlando perfettamente Italiano, francese, un ottimo inglese ed uno spagnolo accettabile ho trovato subito lavoro in una compagnia di marketing.
Il colloquio l’ho fatto a fine settembre e dopo meno di 48 ore ero già stata assunta. Il lavoro sarebbe però iniziato i primi di novembre e quindi io mi trovavo a non fare una beata mazza in una città sconosciuta.
Ho fatto la turista per un po’ ma stare da sola non era davvero nel mio ‘personaggio’ ed è stato per questo che quando Marilou’, una mia ex compagna di università a Parigi, mi ha invitato ad andare da lei in America per una settimana ho preso subito la palla al balzo.
In venti minuti avevo già il biglietto, che mi è costato un rene, ma quello era il periodo in cui avevo deciso di vivere per farmi felice e vedere qualcosa di nuovo di New... a New York.
Ho preso l’aereo alle 6:30 del mattino elettrizzata come una bambina il giorno del suo compleanno e appena atterrata al JFK di New York ho avvertito la sensazione che qualcosa di bello stava per succedermi.
Il mio istinto di solito non sbaglia mai, ma certo i primi due giorni sono stati deludenti.
L’appartamento di Marilou a Brooklyn era delizioso ma lei lavorava dalla mattina alla sera ed io girovagavo per la città da sola rompendomi parecchio i coglioni.
È stato a New York che ho iniziato ad usare Tinder attivamente. Mi sono detta: ‘Perché no? La parte della moglie senza vera nuziale l’ho fatta per 10 anni ora mi voglio divertire e andare all’avventura.’
Diciamo che sfogliando il ‘portfolio’ di Tinder a New York ho trovato davvero una compilation di figoni degni di un calendario ....
Uno in particolare ha attratto la mia attenzione: Louis, un ragazzo di 33 anni. La sua faccia da canaglia ha subito catalizzato la mia attenzione, poi distava da casa di Marilou solo 10 minuti a piedi. Era perfetto!
Appena ho ricevuto la notifica :‘It’s a match’ non ho perso tempo e l’ho subito invitato ad uscire.
Lui ha fatto altrettanto rispondendo subito. La scintilla era partita ed il fuoco si sarebbe acceso a breve ne ero convinta.
To be continued

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