martedì 23 ottobre 2018

Vita da Geisha - La storia di Marzia - Parte Sesta


Col tempo ero ridiventata la geisha di una volta, pronta non solo ad esaudire ma anticipare i desideri di Philip. 

Era sempre lui che decideva dove, come, quando e cosa fare, e questo non perché era o si sentiva un maschio Alfa, ma perché io facevo sempre non uno ma cento passi indietro per paura di poter dire o fare qualcosa di sbagliato che avrebbe compromesso la nostra relazione. 

È stato invece proprio questo a farla crollare rovinosamente.  

Un pomeriggio di maggio, quando l’inverno stava facendo definitivamente le valigie per far posto ai primi deboli raggi di sole su Londra ed io ero immersa sui miei libri e appunti per la preparazione degli esami e della tesi finale del mio master in finanza, ho ricevuto un messaggio da Philip: 

Ciao Marzia, so che sei impegnatissima con lo studio ma vorrei vederti stasera perché dobbiamo parlare

Quel messaggio mi ha lasciata perplessa e la solita ossessiva domanda si è riaffacciata martellante nella mia mente: ‘Cosa ho fatto di sbagliato questa volta? Dove ho sbagliato?’ 

La geisha ha risposto dopo 30 secondi netti: ‘Ciao Amore, certo! Il tempo per te lo trovo sempre!’ 

Ci siamo incontrati verso le 6 di sera in un pub nell’area di Clapham, dove c’era l’ufficio di Philip. 

Clapham è davvero una zona che adoro! È un quartiere che si trova a sud di Londra e racchiude in sé l’eleganza sobria dello stile inglese, il verde dei parchi ben curati e una varietà di pub e ristoranti che rispecchiano la multietnicità della capitale del Regno Unito. 

Sono scesa dal bus e ho visto la marea di gente che si avviava verso la metro per tornare a casa. Per loro lo stress della giornata era finito, io invece avevo una tenaglia che mi faceva contorcere lo stomaco e una sensazione premonitrice che qualcosa di brutto stesse per accadere. 

Poche volte il mio istinto si sbagliava, e anche questa volta non ha fatto eccezione. 

Arrivata al pub apro noto subito Philip al bancone che accenna un sorriso triste e malinconico.  È stato lui ad iniziare subito il discorso e dopo qualche preambolo e’ arrivata la pillola avvelenata:

Marzia, io ho bisogno di una donna che ‘faccia squadra con me’, che proponga e mi corregga, se ce ne fosse bisogno. Che mi  faccia vedere un lato diverso delle cose e delle situazioni. Tu purtroppo non sei la donna che credevo. Quella che ho incontrato nei primi mesi della nostra storia era una donna sicura che sapeva cosa voleva e lo ha ottenuto. La donna che ho oggi di fronte non ne è neanche l’ombra. Mi dispiace Marzia, ma io sono sempre stato sincero soprattutto con me stesso. Non posso continuare a stare con un donna che non stimo.’ 

Quelle parole sono state più pesanti delle pietre e mi hanno lasciata immobile. Sia io che la geisha  eravamo in silenzio totalmente anestetizzate da quella situazione. 

Marzia, non dici nulla?

Ad un certo punto sento una vocina dentro di me, era la geisha: ‘Digli che cambierai, che diventerai come lui ti vuole... Abbraccialo! Sbrigati Marzia, abbraccialo ora digli che lo ami da morire, piangi mettiti in ginocchio ... fallo ora prima che sia troppo tardi

Nessuno dei suggerimenti della geisha è stato messo in atto. Senza dire una parola, mi sono alzata ho dato due baci sulla guancia a Philip, mi sono girata e me ne sono andata.

Ho camminato fino alla metro come uno zombie e contavo i minuti per poter riaprire la porta di casa e dare sfogo al mio dolore. Arrivata a casa ho buttatto fuori l’anima per quanto ho pianto!

La mattina dopo non me la sentivo di andare in biblioteca per studiare e ho scritto un messaggio a Lucy, la mia compagna di università, dicendole che non mi sentivo bene. Il giorno dopo, e quello dopo ancora sempre la stessa storia. 

È stato il terzo giorno che Lucy è venuta a casa mia e mi ha impartito una lezione che non dimenticherò mai!

To be continued 

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