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Essere me stessa in ‘pubblico’ è stata per me la vittoria più eclatante. Ma quella sera stava avvenendo qualcos’altro di completamente nuovo.
Dopo un ora di chiacchiere con Philip mi sentivo talmente a mio agio con lui che mi sembrava di conoscerlo da una vita ma con gli occhi di chi si è incontrato per la prima volta.
Lo guardavo gesticolare, bere, e mi scioglievo ogni volta che si mordeva il labbro inferiore.
Sarà stata la luna piena, il troppo vino o il fatto che io certe emozioni non le avevo mai provate ma la serata si è conclusa a casa sua dove ha aperto la porta, mi ha preso in braccio, come si fa con le spose, e mi ha portato in camera.
Non ci crederete ma è stato come fare l’amore per la prima volta. Tutto è stato perfetto. Io mi sentivo PERFETTA.
La mattina dopo mi sono svegliata con la luce tenue del sole che filtrava dalle spesse tende di velluto blu.
Ho aperto gli occhi e ho visto che lui non c’era dall’altra parte del letto. Mi sono alzata ed ero sola nell’appartamento. Sono andata in cucina e sul tavolo c’era un biglietto:
‘Se stai leggendo questo biglietto vuol dire che sei già sveglia e non stai bevendo il tuo cappuccino... ce la metterò tutta per fartelo arrivare il prima possibile. Aspettami! xxx’
Si era ricordato che la sera prima gli avevo detto che senza il mio cappuccino sono un automa. Questa volta lo avrei aspettato anche 100 anni e lo avrei ringraziato anche se avesse portato il classico cappuccino ‘sciacquone’ che trovi a Londra.
Mi sono seduta e ho riletto almeno tre volte quel messaggio. Dopo poco sento aprire la porta: era Philip che sorridente come un bambino mi portava il cappuccino ed i muffin per la colazione.
Abbiamo fatto colazione insieme ridendo e scherzando su tutto e da lì in poi è iniziata la nostra relazione.
I primi mesi sono stati magnifici, giorno dopo giorno sentivo che mi stavo innamorando di quel ragazzo scozzese dagli occhi color del mare e i capelli color ruggine.
Giuro stavolta a far ‘svegliare’ la geisha non è stata la paura di restare sola, ma il terrore di poter perdere lui!
Si e’ stato proprio questo a far si che quella maledetta rientrasse in possesso del mio corpo iniettandomi lentamente tutte le mie insicurezze amplificate fino all’inverosimile perché io a quel punto ero, per la prima volta in vita mia, innamorata.
Nonostante io volessi essere io, la geisha trovava sempre la paura giusta per poter parlare al mio posto:
Philip: ‘Marzia, mi dispiace ma sabato devo andare all’allenamento di rugby e domenica ho il compleanno del mio ex compagno di squadra quindi non ci possiamo vedere. Scusa, se vuoi non vado ....’
La geisha: ‘Ma certo che devi andare! Divertiti! So che il rugby è la tua passione e i tuoi amici sono importanti’
In realtà avrei detto: ‘Philip ci possiamo vedere solo sabato e domenica ... io in uno di questi due giorni ti vorrei vedere, quindi scegli tu : o l’allenamento o il compleanno!’
Philip: ‘Tesoro avevo pensato anche questo week end di andare in campeggio, so che a te non piace se vuoi proponi tu qualcosa da fare’
La geisha: ‘Amore ma no! Per me l’importante e’ che stiamo insieme poi il campeggio non è così male’
In realtà io avrei detto: ‘Philip, per carità di Dio, io a dormire sui serci e con le formiche che me se magnano pure l’organi interni non ce vengo! Semmai prenotiamo un bel cottage nella campagna inglese e si fa un week end romantico. Oppure ancora meglio si risparmiano i soldi e a fine anno si va in Messico’
Philip: ‘Marzia io vorrei andare a mangiare il curry, se per te e’ troppo piccante possiamo andare da qualche altra parte...’
La geisha avrebbe detto: ‘Ma no, mi sta piacendo il curry indiano. La prima volta che l’ho assaggiato aveva un sapore strano ora invece lo trovo gradevole’
In realtà io avrei detto: ‘Eh no Philip il curry no. A parte che e’ talmente piccante che mi fa lacrimare gli occhi ... per non dirti poi che dopo mi fa cagare fiamme di fuoco. Magari ci prendiamo una pizza e tu te la condisci con l’olio al peperoncino di Calabria. Vedrai che non resterai deluso’
È stata lei, quella puttana della geisha a farmi piangere lacrime nuove che non avevano il sapore della sconfitta ma il fragore del mio cuore spezzato.
To be continued

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