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È stato come quando Superman ritorna Clark Kent, solo che nel mio caso è avvenuto il contrario.
La geisha quella sera ha tolto trucco e parrucco e ha mostrato una donna che invece di bersi le cazzate si era bevuta un vino più alcolico del Rum e questo, come una bacchetta magica, l’ha fatta uscire dal personaggio per mostrare i suoi veri pensieri e le sue vere emozioni.
Non ricordo quale sia stata la scintilla che abbia innescato la trasformazione, ricordo che non mi sentivo ubriaca ma non riuscivo a controllare la vera Marzia, che invece di stare dietro le quinte a commentare aveva deciso di andare in scena.
Appena entrato nel locale Philip mi ha subito notata e la prima cosa che mi ha detto è stata: ‘Sorry I am late- Mi dispiace sono in ritardo’.
E poi con voce sicura mi ha elencato le ragioni: ‘Ho scoperto che c’era lo sciopero dei treni solo quando sono arrivato alla stazione. Ho deciso di prendere la macchina ma non partiva perché’ aveva la batteria scarica. Ho chiamato poi un taxi ma con questo tempo e’ arrivato tardi. Poi non ti dico il traffico... In aggiunta ho il cellulare semi scarico quindi non ho potuto avvertirti. Davvero mi dispiace....’
La geisha in me avrebbe risposto con un tono conciliante e adulatorio: ‘Non ti preoccupare capisco perfettamente, può succedere. La cosa importante è che tu sia qui’. Ma lei niente taceva, era imbavagliata nel camerino.
Sul palco c’ero io che ho risposto con tono sarcastico: ‘Tante sfighe tutte insieme non le avevo mai sentite giuro! Ma se il cellulare non era completamente scarico perché non mi ha mandato almeno un messaggio per avvertirmi? Avrei di certo evitato di aspettarti per ben 45 minuti.’
Philip con aria imbarazzata ha abbassato lo sguardo e ha ripetuto che aveva sbagliato e che si sarebbe fatto perdonare offrendomi la cena.
La geisha a quel punto avrebbe sfoderato il suo sorriso migliore e avrebbe detto frasi ad effetto per non farlo sentire a disagio tipo: ‘Non c’è nulla da farti perdonare davvero! Adoro questo pub. Qui non mi annoio mai!’
Ma niente ancora una volta a parlare ero io: ‘Magari intanto prendiamo un drink e vediamo se vale la pena di proseguire la serata’. Appena pronunciate queste parole mi sono subito pentita perché’ davvero avevo un atteggiamento indisponente.
Avrei potuto andare via tempo fa ed evitare questa situazione. Lui però era arrivato, si insomma non era stato inghiottito dal buco nero, ed io me la stavo tirando molto più del dovuto. Diciamo a livelli che avrebbero mozzato il respiro alla geisha.
La serata comunque e’ andata avanti e lui mi ha offerto prosecco e una cena squisita nel pub.
Quella sera Philip ha raccontato molto della sua vita, il suo matrimonio fallito dopo solo un anno, perché la sua ex fu beccata in flagrante a scopare con un suo collega nel bagno durante il party di natale organizzato dalla compagnia per cui entrambi lavoravano, la sua nuova avventura come fondatore di una start up, e la sua passione vera per il Rugby iniziata quando aveva 5 anni e culminata con la convocazione anni fa come Capitano di una importante squadra scozzese.
Io ascoltavo con attenzione, ma non ho rivelato nulla del mio passato da donna zerbino. In questo sono sicura avrei avuto l’approvazione della geisha che aveva sempre preferito ascoltare piuttosto che esprimersi.
È vero però che alle domande che mi faceva io rispondevo con assoluta sincerità anche se quello che dicevo contrastava con i suoi gusti: ‘Non conosco il rugby molto bene ma sono sicura che non mi interessa come sport. Preferisco la pallavolo’. ‘La birra non mi piace molto, come avrai capito preferisco il vino’. ‘Mi piace viaggiare ma non e’ una cosa che farei spesso. Preferisco due viaggi lunghi all’anno magari dall’altro capo del mondo, piuttosto che partire tutti i week end per andare a vedere posti relativamente vicini’.
Quella sera con lui mi sono sentita libera ed ero euforica perché i miei pensieri stavano uscendo come un fiume in piena. Non c’era nessun intermediario tra me e lui. La geisha ormai non si sentiva più, si era rassegnata a stare nel camerino ed io finalmente mi sentivo la protagonista.
To be continued

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