martedì 25 giugno 2019

Donna Marica - Parte quinta

Riassunto delle Puntate precedenti:

Prima Parte
Seconda Parte
Terza Parte
Quarta Parte

Non sono d'accordo con chi sostiene che l'indifferenza è la più alta forma di cattiveria.

A volte la cattiveria si manifesta in un finto sorriso che sembra accoglierti ed invece ti prepara solo per la pugnalata.

C'e' poi da dire che i malintesi esistono ma quello che è successo a me al barbeque è stata la situazione più paradossale che mi sia mai capitata!

Già il viaggio per arrivare a casa di Mark, il migliore amico di Neal, è stato una odissea. Il treno ha fatto ritardo e lungo il percorso ebbe un guasto tecnico che ci costrinse a restare fermi per un’ora.

Le premesse non sembravano buone ma credevo che incontrare gli amici di Neal per un barbecue sarebbe stata un evento di gran lunga migliore mio incontro con la sua famiglia.

Se mi fossi ricordata che il detto che dice che 'peggio non è mai morto' forse sarei stata meno ottimista.

Appena arrivati ci ha subito accolto una tizia vestita e soprattutto truccata come Moira Orfei che sembrava già ubriaca. Pian piano sono stata introdotta agli ospiti che nonostante la bella giornata di sole ed il quantitativo di alcol sul tavolo sembravano essere ad un funerale.

Le uniche persone che sembravano intrattenere una conversazione erano due ragazze, una bionda e una mora, al centro del giardino. Mi sono quindi avvicinata e ho iniziato a parlare con la ragazza bruna che dopo poco  mi ha presentata alla bionda :

'Claire, ti presento Marica, la fidanzata di Neal. E' italiana viene da Napoli'.

Claire mi ha guardato per pochi secondi con lo stesso sguardo che si dà alla merda prima di tirare lo sciacquone e poi con un sorriso vistosamente forzato mi ha risposto:

'Sono Claire la sorella di Mark, il migliore amico di Neal. Non sono mai stata a Napoli ma vorrei andare'.

Quello è stato lo spunto per un inizio di conversazione, ed io ovviamente ho preso al volo quell'occasione per socializzare.

Ho iniziato quindi a parlare delle bellezze della mia città, del cibo della solarità della gente.

Più parlavo e più i depressi, che fino ad un minuto fa erano a bere birra guardando le erbacce del giardino, si avvicinavano ad ascoltare quello che stavo dicendo.

Ad un certo punto della conversazione qualcuno ha fatto il classico battutone con lo stereotipo più sputtanato del globo:

'Eh bella Napoli ma c’è la Mafia!'

Io non mi sono scomposta più di tanto e con calma ho spiegato che in Campania si chiama Camorra.

Sempre lo stesso coglioncello
 mi chiede poi con aria divertita: 'Ma tu fai parte della Camorra?'

Alle domande idiote io rispondo sempre con ironia e credetemi la mia risposta a quella provocazione non poteva essere che una battuta:

'Certo che ne faccio parte, mio padre è un Boss potente. La mia famiglia ha il monopolio del mercato di cocaina a Napoli e io in realtà sono ricchissima e sono a Londra sotto copertura per curare gli affari di famiglia'.

Intorno a me si era creato un bel gruppetto che sembrava divertirsi tanto a sentire le mie storie improbabili e grottesche come Donna Marica figlia del Boss.

Tutti ascoltavano e sorridevano poichè avevano capito che stavo scherzando. C’è stato anche chi si è rotolato dalle risate quando ho detto in inglese ma con spiccato accento italiano: 'Ragazzi se avete qualche nemico da fare fuori dite a me che chiamo i miei scagnozzi a chiudere la faccenda'.

Tutti, tranne Claire che mi osservava come si guardano le scimmie in gabbia allo zoo.

A quel  punto hanno iniziato a farmi domande più concrete sulla Camorra ed io con lo stesso identico tono scherzoso rispondevo con cose che francamente in Italia sanno tutti!

Anche un demente avrebbe capito che stavo scherzando, anche perché' ho spiegato da subito che la Camorra non opera, non ha mai operato  facendosi pubblicità e ha sempre evitato il clamore, al contrario ha tutto l'interesse che 'gli affari' restino in 'famiglia', all’oscuro delle luci della ribalta.
Certe cose sono comprensibili a molti ma non a tutti. Oppure c’è chi capisce benissimo e gioca con le ambiguità per portare l'acqua al suo mulino riempiendo il mio di merda.

Ma questo ve lo racconto nella prossima parte!


To be continued

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