mercoledì 30 gennaio 2019

Una favola al contrario - La Storia di Serena Parte Terza


È grazie a Tinder che il mio inglese ‘si è sciolto’ e ho iniziato a poter partecipare ai discorsi usando i vocaboli e i verbi giusti. 

Ad ogni date imparavo qualcosa di più anche in termini culturali.

Come ogni italiano emigrato mi mancava il nostro cibo, però devo ammettere che le torte salate inglesi non solo male, i dolci sono più pesanti ma non per questo meno buoni… eh sì vabbè il fish and chips, apparentemente piatto nazional popolare dei sudditi della regina Elisabetta, mi fa ancora un po’ schifo.

Se non sapete cosa sia ve lo dico io: pesce tipo baccalà e patatine il tutto fritto e stra-fritto con l’olio usato nelle macchine. Na merda insomma!

Comunque anche su Tinder il mio destino di donna da una botta e via non accennava a cambiare.

Passavo le ore al telefono con mamma, disperandomi e prospettando il mio futuro in un ospizio nella campagna romana, dove il massimo del divertimento sarebbe stato confrontare i lavoretti a maglia con la vecchia della stanza accanto.  

Lei mi rispondeva sempre con la solita frase: ‘Bella de mamma, mejo sola che male accompagnata!!!’

Ricordo che quella solita tiritera mi faceva incazzare e manco poco!

Io volevo disperatamente innamorarmi ed essere ricambiata. 

Volevo il mio principe azzurro!

Sapevo che vivevre sempre felice e contenta era utopia, ma essere arrivata a trentacinque anni e non aver mai avuto una storia seria che superasse i 3 mesi iniziava a crearmi non pochi complessi.

Cosa avevo di sbagliato io? Perché non riuscivo a far innamorare nessuno? Come mai gli uomini dopo aver trombato mi buttavano sempre via come un fazzoletto smoccolato?

Ma poi un giorno, per magia… Ecco è stato proprio così che la mia favola ha avuto inizio.

In un giorno triste con il cielo ricoperto di nuvole nere, il vento che piegava gli alberi e il treno zeppo di persone fradice e incazzate ricevo un messaggio su Tinder.

Per curiosità ho letto subito il messaggio. 

Era di Giacomo, un bellissimo ragazzo italiano che avevo ‘selezionato’ mesi fa.

Lui aveva foto di profilo in cui sorrideva sempre e che lo mostravano in diverse parti del mondo.

È stata però la sua descrizione che ‘ha colpito nel segno: ‘Sono troppo romantico se vi dico che il mio sogno è diventare il principe azzurro di una donna speciale?’

Ora, io non mi consideravo ‘speciale’, ed il fatto che mi avesse scelto non dimostrava nulla, ma che vi devo dire quando ho risposto al suo messaggio sulla chat di Tinder mi tremavano le mani e mi batteva il cuore.

Giacomo aveva quel qualcosa in più che, ero convita, mi avrebbe portato finalmente ad assaporare la felicità che sembrava così a ‘portata di mano’ per tutte le altre ma era sempre stata negata a me.

Il primo incontro con Giacomo è stato fantastico! Lui era anche più bello da come si vedeva in foto.

Ci siamo visti davanti alla metro di Totthenam Court Road, e ho riconosciuto subito I suoi bellissimi occhi verde acqua e il suo sorriso perfetto.

Mi sono preparata per quell’incontro indossando il mio vestito più bello, un trucco leggero sugli occhi ma con le labbra colorate del mio rossetto preferito di colore scarlatto.  

Più di ogni altra cosa, mi ero ripromessa di essere me stessa.

Questa volta non avrei finto interesse per ogni cosa che fosse uscita dalla sua bocca, non avrei sorriso ad ogni battuta e soprattutto, questa volta avrei tenuto le gambine belle chiuse!

Le mille batoste ricevute mi avevano chiaramente insegnato che il sesso magari lega due corpi ma non necessariamente fa nascere un sentimento.

Con lui, quella sera andò tutto perfettamente. 

Quello che diceva, il modo in cui parlava e le sue attenzioni mi hanno rapita da subito.

La mia mente volava nella favola, avrei dovuto solo attendere il finale per capire. 

To be continued

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