mercoledì 16 gennaio 2019

La pecora nera - La storia di Carlotta Parte Teza

Riassunto delle puntate precedenti: 

Parte Terza

L’opportunità si è presentata appena ho ottenuto, con il minimo dei voti, il diploma liceale.

Di continuare gli studi non se ne parlava, e questo ai miei genitori andava anche bene, purché io cominciassi a lavorare e, ovviamente, mi sposassi e mi ‘sistemassi’ con un uomo per ‘bene’, ossia uno senza tatuaggi, con il posto fisso, e magari con una casa intestata era l’ideale.

Per una fortunata coincidenza tutti i loro sogni sul mio futuro si sono concretizzarsi quando Aldo, un vecchio amico di mio padre, emigrato a Parigi, è venuto ospite a casa nostra con suo figlio Luigi.

Aldo era proprietario di un ristorante italiano a Parigi e stava cercando personale nel suo locale. Suo figlio era poi single ed era visibilmente infatuato di me.

È stato ad una cena che Aldo, sapendo che ero anche io ‘signorina’ e disoccupata ha proposto a mio padre di darmi il consenso per lavorare a Parigi nel suo ristorante.

C’è da dire che Luigi mi faceva il filo in modo talmente evidente che anche i miei genitori se ne sono accorti.

Per loro, e soprattutto per mio padre, è stato come fare BINGO e ovviamente hanno subito acconsentito!

Già mi vedevano sposata con Luigi e co-proprietaria del locale che avrebbe ereditato dal padre, in quanto figlio unico. Nei loro sogni di figli ne avrei dovuti fare ‘Quanti Nostro Signore me ne mandava’.

Peccato che io a 15 anni ho ‘perso la fede’ per abbracciare una visione diversa della vita e quindi non credevo in Dio, in quanto, credo solo a quello che vedo. Quello che non vedo o percepisco per me non esiste.

Se iniziassi a credere di nuovo in Dio, dovrei anche credere all’esistenza di Babbo Natale, La Befana e La fatina dei Denti? Infondo anche loro sono invisibili ma qualcuno è convinto che esitano… o vuole crederci ancora!

Che non credo in ‘Nostro Signore’ è uno delle tante cose che non ho mai rivelato a nessuno della mia cattolicissima famiglia. Se avessi dichiarato di essere atea a mio padre sarebbe venuto un colpo! O meglio mi avrebbe sparato un colpo secco in fronte. Ma voi non glielo direte vero?

Comunque questo non era il mio più recondito segreto… quello che avrebbe sconvolto tutte le convenzioni e gli stili di vita con cui sono cresciuta e provocato un pandemonio tale da sconvolgere la vita di tutti.

Ora, giustamente vi starete chiedendo: ‘Carlotta hai rotto il cazzo … ci lo dici o no questo segreto così importante?’.

Qualcuno avrà capito ne sono certa.

Ok! Ok ve lo dico!

Luigi non era davvero il tipo di persona di cui non mi sarei mai potuta innamorare.

Perché? Era un ragazzotto grassoccio, con il doppio mento, le unghie nere, la fiatella che puzzava come una fogna a cielo aperto, aveva poi il vizio di scaccolarsi il naso ogni cinque minuti e era simpatico come un cassamortaro in servizio.

Questa però non era la ragione principale per cui non ero minimamente. Il fatto è che fin da ragazzina ho sempre provato attrazione per le ragazze.

Eh si sono Lesbica. Lo sono sempre stata!

Aldo, con la sua proposta di trasferirmi a Parigi mi stava dando la possibilità di andare lontano e finalmente poter essere me stessa.

Libera di rimorchiare e amare le donne.

Io quella possibilità non me la sono certo lasciato scappare! Al limite sono scappata io!!
Parigi è diventata il mio passaporto per la libertà e non ci avrei mai rinunciato! È per questo che misi in piedi l’ennesima messa in scena e dissi a mio padre che anche trovavo Luigi carino…


È con lo spirito di chi sa che la rivoluzione può finalmente iniziare che quel luglio di quasi venti anni fa ho preso il mio aereo verso Parigi… verso una nuova vita!

To be continued 

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