Riassunto delle puntate precedenti
Parte seconda
Prima che tutta questa storia iniziasse vivevo una vita che aveva il sapore di una minestra sciapa come quella servita in un ospizio, ed il paragone non è stato fatto a caso perché a dare inizio al tutto è stata una esistenza consumata dalla noia che assomigliava a quella che prova una donna anziana che non vede l’ora che venga la sera per accendere la televisione e vedere quei programmi patetici dove si mette in scena il dramma altrui.
Non è sempre stato così ovviamente!
Il destino con me ha avuto sempre un occhio benevolo. Potevo ritenermi abbastanza soddisfatta: certo una taglia in più di reggiseno e una di meno sulle cosce sarebbe stato perfetto, ma vabbe’ diciamo che per un lungo periodo non ho potuto lamentarmi della vita che facevo.
Sono nata e cresciuta in Belgio da genitori italiani, per la precisione abruzzesi. A 20 anni, ho fatto le valige e mi sono trasferita in Francia, a Parigi per la precisione, dove ho conosciuto Fabien sui banchi dell’università. È lì che ci siamo innamorati.
Con lui c’è stato subito feeling e dopo il primo incontro non ci siamo più persi di vista per almeno una decina di anni.
In questa decade di momenti belli ce ne sono stati ma raramente si sono verificati eventi o situazioni che hanno portato a picchi verso l’alto o il basso.
A parte quando abbiamo deciso di vivere insieme in Belgio o quando stavamo per lasciarci perché io non sopportavo quella stronza arrogante di sua madre che invece di chiamarmi con il mio nome mi etichettava come ‘L’italienne’, -L’italiana - , tutta la nostra vita sembrava scorrere senza grandi entusiasmi o drammi ed io pensavo di essere felice.
Nell’ultimo anno qualcosa è cambiato e la nostra routine quotidiana sembrava un film già visto un milione di volte con un finale sempre più grigio e spento in cui le domande rimbalzavano silenziose nella mia testa senza mai uscire per trovare, non dico una risposta, ma almeno un confronto da parte di Fabien.
I viaggi, che all’inizio erano la nostra passione si stavano diradando come i capelli di un vecchio. Il sesso era ormai scemato verso il punto della quasi castità: si scopava poco con una media miserrima di 2-3 volte massimo al mese, a volte anche meno, e la qualità era di quelle che rasentava la sveltina.
Insomma quella routine mi stava uccidendo. Non c’erano più stimoli e l’amore si stava trasformando in un affetto fraterno che ci obbligava a restare insieme nella convinzione che l’altro fosse ancora coinvolto.
È stato questo a farci resistere per poco più di un altro anno.
Io, da sognatrice incallita quale ero, speravo nel miracolo e mi arrovellavo il cervello per poter trovare il modo per poter tornare al nostro passato.
Neanche uno dei miei sogni ha visto la luce del sole e al suono della sveglia mi ritrovavo sempre ingabbiata in quella vita che definire di merda era un eufemismo.
Si scivolava sempre nel solito triste e insoddisfacente presente.
È stato durante la celebrazione del mio trentesimo compleanno che ubriaca fradicia ho trovato il coraggio di fare uscire quel tormento dalla mia bocca e respirare un sospiro di sollievo perché Fabien provava le stesse cose.
Ci siamo lasciati nel migliore dei modi possibili, stringendoci la mano e ringraziandoci per tutti gli anni piacevoli che avevamo passato insieme.
È stata la rottura con Fabien che mi ha convinto ad emigrare. Ero stanca di tutto quello che mi circondava e Londra è sempre stata la città che ho amato.
E’ stato lì che ho iniziato a correre verso quello che credevo mi avrebbe reso felice.
Tinder è stata la spinta verso la mia nuova storia dove tutto si è capovolto e trasformato fino ad arrivare alla morale della storia che è tutto tranne che scontata.
To be continued



