lunedì 17 settembre 2018

L'uomo perfetto - la storia di Daniela - Parte settima



La storia tra me e Robert è continuata perché nonostante io sapessi la verità ho voluto ignorare il mio istinto ed usare una logica che avrebbe potuto adattarsi bene alla situazione che temevo: perderlo per sempre. 

Nella mia testa avevo maturato la convinzione che in fondo lui non mi aveva tradito. Magari la scusa della scommessa avrebbe potuto essere vera e lui, magari per noia, si era solo divertito. Poteva starci che lui voleva solo giocare su Tinder. 

Si lo so sono scuse davvero incongruenti ma di fatto sono state le uniche spiegazioni che mi sono data. 

La seconda possibilità si da a tutti ed io avevo deciso di darla a l’uomo che amavo. 

Certo avevo messo davvero ben in chiaro che avevo perso la fiducia e che la strada per lui ora era davvero tutta in salita. Il giochino di Tinder doveva poi terminare una volta per tutte ecco perché gli ho fatto disinstallare l’app davanti ai miei occhi.

Il giorno dopo arriva a casa mia con due pacchetti regalo: un anello e un bracciale Pandora. Non era così che mi avrebbe riconquistato ma era il suo modo per dirmi che lui ci teneva a me. 

Nonostante fosse lui nel ‘periodo di prova’ per quanto riguardava la nostra relazione, la sua personalità arrogante e mai perdente ha mostrato come, anche in questa situazione che era totalmente a suo svantaggio, lui cercasse di rigirare la frittata e mettere me ‘sotto accusa’.  

Ovviamente quelli erano giorni in cui non saltellavo per casa felice spargendo petali di rose mentre fischiettavo la primavera di Vivaldi. 

E lui, che chiaramente non contemplava la possibilità di commettere errori, vedendomi così di cattivo umore, invece di ignorarmi o tentare di rimediare, mi ha attaccata accusandomi di interferire negativamente con la nostra relazione con il mio comportamento.

Di nuovo l'ennesimo tentativo di manipolarmi per farmi sentire in difetto nei suoi confronti con lui, povera stella, che stava subendo le conseguenze del mio pessimo umore. Ovviamente, quel gesto non ha fatto altro che scatenare la mia ira funesta, che pelide Achille a confronto me spicciava casa. E l'ho finita ad urlare contro di lui come un gatto a cui hanno pestato la coda. Robert stranamente in quella occasione non è riuscito a dire nulla per difendersi. 

Per poter mischiare di nuovo le carte in tavola visto che ero io quella che stava ‘vincendo’ e per potermi poi accusare di essere una bugiarda, ha perfino tentato di farmi cadere in una trappola.

Una domenica pomeriggio io ero uscita a fare la spesa mentre lui aveva deciso di rimanere a casa a vedere una partita di pallone. 

Siccome avevo finito il paracetamolo, sono passata anche in farmacia dove c’era una fila infernale perché l’inverno aveva fatto ammalare parecchie persone a Cardiff. 

In fila sento che arriva un messaggio dal cellulare. Era Robert che mi domandava dove ero? Io ho risposto che ero appena uscita dalla supermercato e ero nella farmacia. 

Il messaggio di risposta che ho ricevuto mi ha lasciata parecchio stupita. Praticamente diceva che poco dopo essere uscita, lui aveva cambiato idea, aveva spento la tv e aveva deciso di raggiungermi per fare la spesa. Nel supermercato era scattato l’allarme anti-incendio e tutto il personale ed i clienti si erano ritrovati fuori. Robert sosteneva di non avermi trovato e chiedeva spiegazioni in merito. 

Ovviamente io ero davvero lì, e non c’è stato nessun evento così straordinario quando stavo facendo la spesa. Questo era un escamotage che Robert aveva usato per sentirsi dire: ‘Ah si amore è vero c’è stato questo inconveniente e si io ero fuori anche io ...’ Insomma inventare un evento per scoprire una mia possibile bugia. 

In sardo  noi diciamo ‘narada fabasa po sciri beridadi’. Ossia dire una bugia per scoprire una verità. Una verità  che mi avrebbe messo al suo livello: essere una bugiarda che lo stava ingannato. 

Ed invece al caro Robert gli è andata parecchio male perché questa volta poiche’ io ho tenuto il punto ribadendo l’unica versione possibile e reale, ossia che nulla era accaduto in quel supermercato e lui li’ non c’era, per lo me non quando c’ero io. 

La maschera di uomo perfetto si stava scollando rovinosamente dal suo volto e stava emergendo chi era veramente. Altro che uomo perfetto era un uomo da niente. 

La classica goccia che ha fatto traboccare il vaso è successa comunque circa un mese dopo l’evento del supermercato. 

Suo padre ci aveva invitato a casa sua, nella periferia di Cardiff, per festeggiare il suo compleanno.  È lì che è successo il patatrac!

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