Business Love
La storia di Nico
Sesta e ultima parte
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Credit Immagini: Marilena Onorato in arte Lena_oart
Molte cose erano cambiate nella mia vita come anche nella vita di L. ma alla tradizionale vacanza estiva a Mykonos il mio business man non voleva proprio rinunciare.
Anche questa volta L. aveva già pianificato la vacanza con il solito amico ed io non era incluso nel suo piano. Ho accettato la decisione a denti stretti perché a quel punto ero davvero innamorato di lui e l’idea di perderlo non era minimamente contemplabile nella mia testa. Ho lasciato correre quell'evento anche se il ricordo del suo 'mai ammesso' tradimento con il suo ex cominciava a rivenirmi su come quando si mangia la peperonata con le cozze a mezzanotte.
L’idillio tra noi si e’ spezzato senza alcuna possibile ricucitura il giorno prima della sua partenza per l’isola greca, notoriamente gay friendly, ossia accogliente per i gay... diciamo pure terreno fertile per gli uomini che cercano uomini. L’estate poi era periodo in cui si apriva la caccia ... e quell’isola era piena di cacciagione.
Ricordo ogni minimo dettaglio di quella maledetta sera. La sua valigia era sul letto e lui si stava facendo la doccia in bagno, rovistando tra le sue cose e ho notato che tra il costume e la borsa da mare c’era un barattolo grande di vasellina.
Ora non c’e’ bisogno che vi spieghi perche’ quello che avete intuito e’ corretto.
In un momento tutto e’ diventato nero. Sentivo la rabbia salire fino ad arrivare alle vene del cervello e farle esplodere come un vulcano di pensieri funesti.
Non c’e’ stato neanche un secondo in cui ho provato a dare un’altra spiegazione. L’unica possibile era che quel figlio di una gran mignotta andava a Mykonos per scoparsi pure l’aria che respirava.
Neanche una lacrima mi e’ uscita in quel momento. Nulla! C’era solo la frustrazione che si prova nel vedere che tutto ciò che si e’ costruito sta andando a puttane... anzi in questo caso a gigolo’!
Appena e’ uscito dalla doccia mi ha sorriso e mi ha detto: ‘ Ti manchero' da morire lo so!’. E’ stato in quel preciso momento che ho estratto dalla valigia il barattolo di vasellina e glielo ho tirato beccandolo in testa.
Non so cosa mi sia successo e credetemi sono sempre stata una persona pacifica, ma avvicinandomi a lui senza dire una parola ho iniziato a inveire pesantemente mentre le mie mani, le stesse che un quarto d’ora prima lo accarezzavano, ora lo prenderlo schiaffi e pugni.
Mi sono fermato solo quando ho visto che gli stava uscendo il sangue dal naso. Vedendo quel sangue ho riacquistato lucidità e mi sono finalmente fermato.
E’ seguita una notte insonne passata ai lati opposti del suo tavolo da pranzo. A quel punto e’ uscito dai miei occhi un oceano di lacrime. La rabbia era completamente svanita ed aveva lasciato il posto all'amara delusione che mi stava aggredendo.
Lui mi ha spiegato che ci teneva davvero a me ma io non ero l’uomo della sua vita. Non ha mai esplicitamente nominato il fatto che io non avessi un lavoro ed uno stipendio minimamente comparabile al suo, ma ha sottolineato più volte quelle che lui chiamava ‘le differenze tra noi’.
Per un momento ho visto anche i suoi occhi scuri ricoprirsi di lacrime. E’ stato solo un momento credetemi ero io che ero KO, lui il giorno dopo sarebbe comunque partito e sono sicuro si sia divertito e anche parecchio con i suoi nuovi ‘amici di letto’.
Dopo tutto quello che era successo e la nostra lunga discussione sono tornato a casa stremato. Quella e’ stata la prima di tante notti insonni.
Le poche ore che dormivo avevo gli incubi ed il giorno al lavoro ero produttivo come una macchina ferma al semaforo anche se la luce e’ verde.
Stavo dimagrendo vistosamente, i miei occhi erano sempre spenti e non avevo più voglia neanche di andare in palestra o vedere gli amici. Fortunatamente di amici ne ho sempre avuti tanti e, cosa importante loro mi vogliono davvero bene. Dopo tanti sforzi sono riusciti con pazienza certosina a tirami fuori dal burrone di solitudine e tristezza in cui mi era cacciato.
E’ stato grazie a loro e anche agli psicofarmaci che ho assunto se sono tornato, molto lentamente, a vivere una vita normale.
Non ero più l’ape che volava di fiore in fiore. Non volevo più nessuno accanto a me, neanche per il sesso.
Il giorno del mio compleanno i miei amici mi hanno portato in un famoso locale di Soho e li’ tra tanta gente indovinate chi incontro? Si esatto proprio L. in compagnia di un ragazzo!
Il cuore per un attimo ha smesso di battere quando l’ho visto. Non potevo evitare di guardarli perché si trovavano proprio di fronte al mio tavolo ed a meno che io non avessi abbassato gli occhi erano nella mia visuale. Gli occhi non li ho abbassati mai, perché non avevo nulla di cui vergognarmi!
Lui ha avuto anche il coraggio di venire al mio tavolo e con aria calma, come se nulla fosse, mi ha prima fatto gli auguri e poi mi ha presentato R. il suo ‘date’: un ragazzo italiano a cui per circostanza ho dovuto anche stringere la mano.
Quello e’ stato il più brutto compleanno della mia vita. Quel poco di normalità riconquistata stava sgretolandosi di nuovo facendomi finire di nuovo sul fondo.
Il tempo ha come sempre aggiustato poi tutto. So che e’ una frase fatta ma giorno dopo giorno ho, con fatica, ripreso in mano le redini della mia vita.
Il primo passo verso la mia guarigione e’ stato reinstallare Tinder e rimettermi su piazza. Perché va bene soffrire e metabolizzare il dolore ma la punizione del celibato la lasciamo a preti!
Nel tempo ho poi cambiato anche vari lavori, ed oggi lavoro nell’area comunicazione per una banca che ha sede a due passi dall’ufficio di L.
Strana la vita vero? Oggi sarei l’uomo perfetto per lui, ma lui non lo sarebbe più per me. Non nascondo che a volte penso a lui. La cicatrice ancora non si e’ del tutto rimarginata ma io oggi voglio qualcuno che mi ami per come sono, non per ciò che rappresento.
Morale della storia: Il mondo della apparenza ha sempre rovinato la sostanza dei sentimenti.
'Quando? Quando succede che il principe si innamora del povero-a? E soprattutto a chi e’ successo veramente?
A quella gran culo di Cenerentola 'Cit. Pretty Woman
Io con lui mi sentivo Cenerentolo ma quel gran culo, metaforicamente parlando, non ce l'ho mai avuto!
A quella gran culo di Cenerentola 'Cit. Pretty Woman
Io con lui mi sentivo Cenerentolo ma quel gran culo, metaforicamente parlando, non ce l'ho mai avuto!
The End

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