lunedì 4 maggio 2020

Nel Bene e nel Male - Terza parte - La storia di Veronica

Prima Parte
Seconda Parte

Terza Parte 

Come è che diceva la mamma di Forest Gump? 'La vita è come una scatola di cioccolatini...' ma nella scatola non ci sono solo i cioccolatini, anche se per forma e colore gli assomigliano. Per chi non lo avesse capito sto parlando delle merdine.

No, non ho detto merendine leggete bene, ho scritto MERDINE.  I miei precedenti piccoli Dating Bad, quelli che ho incontrato prima del grande Dating Bad.

Appena arrivata dall'Italia, avevo anche io il pregiudizio che chi cercava l'amore su una app fosse uno-a sfigato-a che proprio 'nu gliela faceva a trovà uno straccio di raggazzo-a' nella vita reale.

Ma si sa che chi sputa in aria gli ritorna indietro il catarro. E voi credete che io abbia fatto eccezione? Certo che no!

Ma partiamo con la compilation delle merdine sfornate dal famoso Tinderello.

La lista cari amici e amiche è lunga! Ci potrei scrivere un compendio universitario intitolato:  I disagaggiati.

Ma partiamo dal primo classificato: Il vegano che ama gli animali e si batte come un leone per difendere i loro diritti!

Bravo! Bene! Che alta moralità! Che gran cuore!

Poi, parlando con il vegano scopri che è americano e non solo votò Trump, ma ne appoggiava anche la politica estera. Ricordiamolo, per amore di cronaca, Trump ADORA gli americani, per carità anche gli animali made in USA, ma, non esitò a separare bambini messicani dai loro genitori che volevano solo trovare una vita migliore negli Stati Uniti.

Quei bambini soli, che piangevano e urlavano il loro dolore nel trovarsi da soli senza genitori in una gabbia ... Quei bambini non meritavano che qualcuno si battesse per loro?



Ma no, il vegano americano razzista avrebbe dato la sua vita per non fare uccidere l'agnellino a Pasqua ...Però avrebbe accettato di far traumare o fatto morire di stenti quei porevi bambini. La loro colpa? Essere Messicani e quindi NON Americani!

A questo punto l'unico consiglio che diedi al Vegan-Razzista è stato : Facce pace cor cervello!

Saldamente in seconda posizone tra i disagiati che popolano Tinder c'è quello che ho ribattezzato il 'Non so de che cazzo parlo ma intanto parlo'. Una specie di Luca Giurato ma con una dislessia non verbale ma intellettiva alquanto accentuata.

Mi spiego meglio: è colui che parla di corda in casa dell'impiccato, o se volete, per dirvela in maniera spicciola, è come il vestito che indossò la Santanchè alla prima della Scala di Milano.



Sul gradino più basso del podio troviamo un ever-green:  il Bugiardo cronico, che sin da piccolo ha frequentato solo scuole private ed esclusive, laurea ad Oxford, Master a Cambridge e Dottorato di Ricerca a Yale. Poi ti manda un messaggio, dove io italiana, e quindi non inglese madrelingua, noto almeno 5 errori da matita rossa!

Tana libera il bugiardo!

Il Bugiardo cronico è poi quello che si vanta di essere cugino di ventiquattresimo grado della regina Elisabetta, poi durante il drink si scaccola come un addannato e dopo la terza birra parte di rutto libero. 

Ovvio le categorie non terminano qui, ma vi assicuro che queste sono le più frequenti su Tinder. 

Quando credevo che i miei dating bad fossero solo un esperimento sociale per poterci poi ridere con le mie amiche ho incontrato Jack!

Sembrava diverso e poi perchè non andare?

To be continued

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