Quando la mattina
dopo mi sono svegliata e ho visto la notifica di Tinder non credevo ai miei
occhi, Neal aveva non solo risposto al mio timido Hello! Ma era passato
subito all'aspetto pratico chiedendomi di incontrarci per un caffè.
Ci siamo
incontrati per la prima volta in un bar vicino all'hotel in cui lavoravo e
appena i nostri sguardi si sono incrociati c’è stata subito la scintilla.
Maro'! Dal vivo
era ‘figherrim’ e di certo lo sapeva
anche lui! Tanto e’ che notai da subito una certa dose, anche spiccata, di
accondiscendenza.
Va bene che il mio
seno non è proprio a ciliegina e che le mie grazie non le nascondo sotto un
burka ma credo, anzi ne sono certa, che lui sia rimasto ipnotizzato dal mio
decolté' florido.
In quel primo
appuntamento ebbi la netta sensazione che per lui fossi una “one night” stand,
ossia la ragazza di una botta e via.
Mi sono sempre
definita una pin up che non segue il motto ' Dar La Figa agli sfigati', ma al
contrario sono una accanita sostenitrice del 'Dalla a chi se la merita!'
Lui con il tempo
si è dimostrato valevole e che la nostra storia non fosse una avventura me lo
dimostrò con un corteggiamento davvero vecchio stile: preparando pic nic da
consumare nel parco vicino al mio lavoro, portandomi cappuccino e muffin la
mattina prima di andare nel suo ufficio, convenientemente a due passi dal mio
posto di lavoro, e poi i fiori, mazzi di fiori colorati quando meno me li
aspetttavo.
Piccole cose
insomma che mi riempivano il cuore di gioia e mi convinsero che si lui era come
l’Oreal Lui La Valeva! Cosa valesse lo potete ben immaginare!
Ricordo quanto
stavo bene tra le sue braccia e quanto avessi puntato su questa nuova
relazione. La vedevo come un riscatto al male che mi aveva fatto il mio
ex.
Capii che con lui
stava nascendo qualcosa di serio quando una sera mi propose di andare a cena
dalla sua famiglia.
C’è da dire che
non ero proprio rilassata per l'evento, infondo andavo a conoscere quella che
speravo divenisse la mia futura suocera ma e’ stata lei a togliermi
dall'impaccio, anzi, si è proprio tolta dai coglioni a tempo di record.
Dopo
essersi presentata ha girato i tacchi ed è tornata a curare le sue piantine in
giardino. Il papà di Neal mi ha salutato educatamente e poi è risprofondato
nella poltrona a leggersi il suo libro. Suo fratello era invece stravaccato sul
divano a vedere un film con il suo iPad.
Noi
siamo finiti a pranzare sul bancone della cucina con un purè fatto un mese
prima, due uova strapazzate e qualche toast con il burro di noccioline.
Mancava
il bicchiere di vino con un panino ma invece della felicità mi sono trovata in
una scena squallida di quotidianita di questa famiglia che manco tanto tra le
righe mi fece capire che era meglio se evitavo di rompere I coglioni a casa
loro quella sera.
Ah la
proverbiale accoglienza inglese! Sarà che sono napoletana ma per noi l'ospite è
sacro.
Quello
è stato il primo esempio che mi ha fatto capire cosa sia il comportamento
passivo aggressivo che in due parole potrebbe sintetizzarsi cosi:
Ti
mando a fare in culo senza dire una parola!
Magari
erano accaniti sostenitori della Brexit o erano solo stronzi di natura! Fatto
sta che non ho saputo nascondere il disappunto, quindi, quando Neal mi ha
invitato per un barbeque a casa dei suoi amici, ho risposto di sì! In fondo
pensavo tra ragazzi mi troverò meglio no? Nuove generazioni, mentalità più
aperte, magari mi faccio quattro risate.
Tra
tutta quella 'bella gente' sorridente è iniziata l'inizio della discesa.
To be continued
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