sabato 1 settembre 2018

Nata Cattiva - La storia di Carmen Terza Parte

Nata Cattiva


Credit Immagini: Marilena Onorato in arte Lena_oart
http://marilenaonorato.com/ 

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Appena atterrata all’aeroporto Charles De Gaulle ho trovato D., la sorella della cognata della nipote... di una conoscente di mia madre, che seppur alcolizzata qualche amica ce l’aveva. Era lei che mi avrebbe ospitato gratuitamente per i primi tempi. 

Insomma, dopo un viaggio infernale, appena uscita ho trovato questa una ragazzetta sui trenta insipida come la minestra dell’ospedale e vestita da uno stilista cieco. Appena mi ha vista mi ha abbracciato e mi ha detto con una voce da bimba minchia: ‘ Bienvenue a Paris’. Io ho sfoderato subito la mia pillola di cattiveria e ho risposto: ‘Ma tu non sei la figlia del fornaio di Crotone? Cosa sono questi francesismi con me?’

Dopo un primo momento di imbarazzo da parte di D., che tra l’altro si è pure scusata, ci siamo avviate verso un taxi che ci ha portato Montparnasse, precisamente a Rue Daguerre a due passi dal cimitero di Parigi... non Père Lachaise, quello figo in cui c’è la tomba di Jim Morrison e Marylin Monroe, ma quello in cui riposano i cervelli di filosofi come Jean-Paul Sartre, Simone de Beauvoir e Charles Baudelaire - che poi è stato il Jim Morrison della sua epoca... o forse è il contrario. 

Comunque sia l’appartamento era carino e pulitissimo. Io avevo la mia stanza, anche se piccola e D. si è prodigata fin da subito per farmi sentire a casa preparandomi la cena. Quella bontà d’animo mi infastidiva come la sveglia presto la mattina. 

Da quando ero a Parigi avevo un prurito alla braccia ... mi sono chiesta cosa fosse. Con il tempo ho poi fortemente sospettato che la reazione fisica era data dalla sua positività e allegria. Praticamente eravamo i due poli opposti dell'emisfero emozionale e questo si sarebbe chiaramente riscontrato nella nostra convivenza. 

Dopo solo una settimana in cui avevo promesso a mia madre di non offendere D. ero già arrivata a quello che i francesi chiamano il file rouge ossia il punto limite dove o buttavo fuori la mia cattiveria o veramente scoppiavo. 

Una sera, appena D. è rientrata a casa l’ho accolta con un ghigno pronta a sfoderare il mio attacco più feroce che è arrivato appena lei mi ha detto che nel suo ufficio c’è un nuovo capo che è un figo pazzesco e pure simpatico. Ha iniziato poi con le sue fantasie adolescenziali in cui lui avrebbe potuto innamorarsi di lei e ....vissero tutti felici e contenti. 

Tutta quella storiella mielosa del cazzo mi stava dando la nausea. È stato in quel momento che la mia cattiveria è sgorgata zampillando come le fontane a Piazza della Bastiglia: ‘ Allora tu proprio non hai chance... Un tipo così come me lo descrivi vuole accanto una donna bella,  che sappia cosa vuole e con tanta personalità. Tu sei davvero sprovvista di tutto quello che vorrebbe lui ne sono convita. Mi parli sempre dell’italiano che fa il portiere dello stabile in cui lavori, quello calvo con la panzetta che legge la gazzetta dello sport. Ecco ti vedrei con uno così’. 

Voi penserete che quel discorso infelice e pieno di cattiveria sia finito lì. Ed invece no... lei con le lacrime agli occhi mi ha preparato la cena e anche a quel gesto di grande ospitalità io ho riservato il veleno che avevo in corpo: 'Ripensandoci se non impari a cucinare bene neanche il portiere ti si piglia.

Sinceramente ho creduto che il giorno dopo mi sarei ritrovata per strada, ed invece non è successo, almeno non subito ed infatti ho abitato a casa di D. per quasi tre mesi. La poverina mi ha sopportato molto più del dovuto e credo che per questo si sia ampiamente meritata il Paradiso!

La mattina lavoravo in una pasticceria  vicino casa e la sera sfogliavo Tinder. 

Non è stato difficile trovare ragazzi a cui dare l’impressione di essere  Biancaneve per i primi due incontri, Moana Pozzi per una settimana, Crudelia Demon per mandarli affanculo. 

Ironia della sorte, io ho sempre pescato ragazzi molto belli, simpatici e che mostravano per me un sincero interesse. Onestamente, la paura che mi potessero abbandonare loro per primi era tanta e nella mia mente cattiva pensavo: ‘prima che lo fai tu ti mando affanculo io’.

Sento molto parlare di ragazze su Tinder che cercano qualcuno da amare e trovano i bastardi che spezzano loro il cuore. Per me avveniva il contrario. La Bastarda ero io!

To be continued  

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