L'amore inglese falso e cortese
Storia di Vittoria
Lui non era geloso ne’ tanto meno possessivo ed aveva i suoi interessi. Uno tra tutti, e su questo non si era mai contraddetto, era il golf, di cui io non so nulla se non che è uno sport noioso come la messa recitata in latino e fatto a su misura per personaggi di alto rango, con la puzza sotto il naso e soprattutto ricchi. Affittare il campo costa una fortuna almeno per noi comuni nuovi servi della gleba. Ogni fine settimana aveva qualcosa da fare sabato il torneo di golf poi il compleanno del suo amico, dai natali nobili e dal conto in banca astronomico; infatti i 40 anni del Lord inglese sarebbero stati festeggiati in un ristorante di Mayfair niente di più e certamente niente di meno. Il fine settimana dopo mi raccontava del suo il viaggio nel Nord Italia e le sue avventure sciistiche combinate alle arrampicate sulle Alpi. Eh chi sei indiana Jones?. Quando ci vedevamo annunciava sempre nuovi viaggi. ‘Prossimo weekend vado ad un’altro compleanno in Provenza. Un’altro mio amico compie 40 anni e ha prenotato una chateau per festeggiare. E poi il prossimo weekend ancora vado ad un torneo di golf questa volta in Turchia’ Ah quei bei compleanni festeggiati nella pizzeria sotto casa e le partite a briscoletta erano un mondo totalmente sconosciuto per Adam. Anche volendo credere a tutto, avendo gli occhi foderati di prosciutto, la mia mente ha iniziato a elaborare correttamente la situazione. I segnali erano comunque discordanti. Anche se lui a volte non rispondeva ai messaggi io ero spesso a casa sua, sempre invitata da lui ovviamente. Certo è che facevamo una vita da ‘Casa Vianello’ solo che non si litigava mai. ‘Alla casa’ di Adam abbiamo persino visto il torneo di golf, che tra parentesi, se avessi potuto scegliere avrei preferito la messa cantata in latino, o il commissario Montalbano con i sottotitoli in inglese. Ecco li’, in quelle sere di fine inverno, mi sono sentita tanto mia madre che di anni ne ha il doppio dei miei e le è rimasta solo la televisione a riempire i vuoti. Qualcosa stava andando nella direzione sbagliata lo sentivo ma lui continuava a cercarmi a coccolarmi e viziarmi in tutti i modi. Finché un giorno dopo più di un mese di dating gli invio un messaggio dicendo: Ti va di vederci?. Lui questa volta risponde subito. Il tono del messaggio è informale ma freddo e soprattutto distaccato: ‘Dovremmo parlare. Scegli tu il posto’. Li avrei ricevuto la mia sentenza me lo diceva il mio istinto. I miei sensi erano tutti iperattivi e la mente scorreva ogni singolo dettaglio. Ancora incongruenze nei suoi racconti dei fine settimana passati senza di me. La sua personalità educata non avrebbe mai detto la verità nuda e cruda, ossia ‘bella mi sei servita solo per fare sesso ora bella ciao bella ciao bella ciao! ciao! ciao!’. Il povero Adam sperava che i suoi viaggi frequenti, presunti o reali, e le sue risposte mancate avrebbero fatto desistere la Cenerentola che c’era in me. E invece no mio caro Adam, l’ingenua cretinetta ti ha spinto a fare quello che mai avresti voluto fare, ossia dire e far uscire quello che sei davvero e che, nonostante le cene pagate in ristoranti lussuosi, le attenzioni e le carinerie volevi davvero, una Pretty Woman da tenere nascosta dai tuoi amici ricchi e snob. Costretto ad affrontare la situazione, lui l’ha fatto con stile così sarebbe stato ricordato come una persona sincera e onesta. Questo credeva lui. Fissiamo l’appuntamento per le 8 di sera di un giovedì qualunque, Waterloo station , sulle sponde del Tamigi dove ci sono una marea di pub e locali molto carini da esplorare. Adam si presenta, mi bacia sulla bocca e, mi dice che andiamo dalla parte opposta a dove avevo immaginato. Non ci sarebbero stati il viale alberato con le lucine blu, la cattedrale di St Paul ed il fiume ad accompagnare i nostri passi ma le strade, gli uffici e i palazzoni grigi che sanno di Business, soldi e infelicità. Nell’avviarsi verso un qualche pub, parlando di lavoro, lui mi racconta del disastroso colloquio che lui ha fatto ad un povero disgraziato colpevole di non aver dimostrato di essere il genio della lampada dotato di una intelligenza aliena e una esperienza trentennale. Il tutto in venti minuti. Niente altro? Il mio commento e’ stato chiaro, io avrei puntato ad una intelligenza fervida e una forte personalita’ carismatica. E’ quello l’importante per colui o colei che gestisce il rapporto con i clienti. L’intelligenza in se vale poco se non coniugata con una personalità brillante. A volte non è quello che dici ma come lo dici e la convinzione che ci metti nel dirlo, è questo che distingue un discorso logico e borioso da un discorso convincente che strappa la vittoria. Infondo Barack Obama ha vinto il Premio Nobel per la pace ‘a chiacchiere’ e tutti gli hanno creduto. La dialettica vince sempre, ma dubito che, nonostante la laurea in una materia umanistica, Adam sappia cosa sia l’arte oratoria. Quando gli faccio notare questo semplice basilare elemento di psicologia lui mi ascolta come uno scolaretto davanti alla maestra. Il pub dove andiamo, scelto da lui ovviamente, è pieno di uomini in manica di camicia che bevono gia’ da tre ore. L’odore della birra misto a quello del sudore e’ nauseabondo e sembra una bettola per anime perse nell’illusione che il successo sia la chiave di volta per vivere una vita fatta di cose inutili ma indispensabili a compensare i vuoti esistenziali. Ecco quel pub in quel momento rispecchiava Adam, non più sicuro di sé ma spiazzato da qualcosa che doveva fare e cercava di farla al meglio. Una piccolissima parte di me ancora sperava che quella sera avremmo poi cenato insieme e saremmo finiti nel suo letto. Tutto diceva il contrario ma io volevo ancora avere una ultima illusione perchè la verità è si sempre la cosa giusta ma avrebbe distrutto la parte buona di me e questa volta per sempre. Lui voleva una famiglia, una moglie e avrebbe fatto di tutto per non fallire la scelta iniziale. Avrebbe dato l’anima al diavolo per essere come i suoi amici, mariti e padri ed io, con la mia laurea e il mio Master sembravo la scelta giusta. Sembravo appunto, ancora le apparenze che hanno obnubilato la realta’. O forse solo una realtà che avevo creato per essere felice io. Prendiamo due birre iniziamo a conversare e ad un certo punto senza mezzi termini lui mi dice: ‘E’ ora di parlare della nostra relazione. Io non provo quello che provi tu’. Che ne sapeva lui di cosa provavo io? Eravamo solo all’inizio, c’erano le premesse, quelle ottime premesse di cui ti ho parlato ma tutto era ancora da scrivere. Non avevo lasciato trasparire nulla dei miei sogni cenerentoleschi non c’erano le basi per un giudizio ma lui aveva deciso. Quelle sei parole ‘Io non sono innamorato di te’ significavano finito, the end, game over. Ho ascoltato impassibile senza neanche respirare. E’ stato come quando al lupo di Willy il Coyote arriva il masso di cemento in testa, come quando sogni di essere nuda, sei in strada e tutti ti guardano. Come quando sai che domani mattina devi ricominciare tutto da capo e stanotte dormirai senza fare sogni.
Ho lasciato Adam alla stazione di Waterloo. Ci siamo salutati con una stretta di mano e con la promessa di rivederci presto. Quanta ipocrisia in quelle parole. Quanti sorrisi forzati e frasi di circostanza. Fossi rimasta quella degli anni della sincerità a tutti i costi, costi quel che costi, gli avrei detto: ‘Ma allora due giorni fa quando mi sei venuto a prendere con la macchina perché non potevi aspettare di vedermi. Quando mi parlavi di famiglia e parlando della tua futura moglie alludevi senza mezzi termini a me. Quando facevi sesso con me. Quando mi salutavi la mattina con un bacio... questo succedeva due giorni fa’? O tu sei da Oscar o hai davvero una faccia da culo che la meta’ basta da prendertela a calci!. Ah quante belle parole finte come le borse Chanel sulla barcarella dei Vu cumpra’. Quei venti minuti di treno sono volati via come il vento gelido di quella serata fredda di fine Aprile. Credevo di avere il pacchetto completo. Credevo di aver fatto tombola ed il destino aveva cambiato ancora una volta il vento a mio favore. La vocina interiore che mi suggeriva che quella sera sarebbe arrivata la sentenza di addio aveva ragione. Avevo cercato di zittirla in tutti i modi ma lei sapeva e adesso la risentivo con l’odiosa frase: ‘ Io te l’avevo detto!’. Va bene così, ho pensato, spero solo che chiudendo questa porta non mi rimangano incastrate le dita e che al prossimo varco il portone non mi si sbatta in faccia, perchè se e’ vero che la fortuna è cieca la sfiga ci vede benissimo e il peggio non e’ mai morto. Sul treno, neanche a farlo a posta c’erano coppiette che si sbaciucchiavano e una ragazza che parlava con il suo moroso. Io fino a ieri potevo essere lei oggi sono di nuovo single, sola e senza più sogni che se anche illusori mi facevano svegliare con il sorriso sulle labbra. I pensieri negativi mi stavano raggiungendo e le lacrime erano un fiume in piena racchiuse nei miei occhi ma non volevo piangere. No, non era giusto versare una lacrima per questa storia, e’ stato difficile trattenermi perlomeno li’ su quel treno pieno di ormoni e ferormoni che sprigionavano amore da ogni poro. Era come quando hai la diarrea in corso e sai che il bagno e’ lontano. Il treno stava arrivando alla mia stazione. Finalmente sarei tornata a casa e essere me stessa, piangere e disperarmi se avessi voluto. Non e’ successo nulla di tutto cio’. La chiave di volta per stare bene l’ho trovata in un vecchio discorso fatto da una mia cara amica tempo fa’. In un momento davvero tragico della mia vita lei mi disse che nella vita ogni inizio e’ una sfida, si mette un piede davanti all’altro e si continua a camminare come fanno i maratoneti. Nulla ferma la corsa solo tu puoi farlo, ed io volevo essere ancora in corsa, cambiare magari campo ma correre ancora. Adam e’ stato un ostacolo da saltare ma certo non una montagna da scalare. Qualcuno di voi penserà’ che sono una povera ingenua senza speranza ma io alla speranza di trovare qualcuno da amare non rinuncio e arrivata in camera ero già su Tinder a vedere ciò che offriva il mercato. Cinismo? Si forse ma senza un sano ‘Ma sti cazzi poi! Mica e’ morto nessuno!’ si sprofonda nella depressione, e Dio sa quanto e’ difficile uscire da quel baratro nero. Alle dieci di sera ero già in pigiama a dormire quando il mio cellulare annuncia un messaggio. Era Adam: ‘Buona notte bella x - bacio -’ ... Buona notte un cazzo! Esci dalla mia vita. Fai in fretta che il prossimo è pronto a prendere il tuo posto. Cosi’ avrei dovuto rispondere ed invece ancora una volta non ho regalato la mia sincerità ma un lungo e prolungato silenzio che continua tutt’oggi.
Morale della storia: anche se c’e’ il sole a Londra ti devi portare l’ombrello perché gli stronzi piovono sempre da tutte le parti!
Noi donne (me compresa)a volte proprio non vogliamo vedere la palese realtà.una cosa ho imparato negli anni:fidarmi del mio istinto,..non si è quasi mai sbagliato.
RispondiEliminaBel blog!👍😉
Alessia come e' vero quello che dici! Ma nel caso di Vittoria l'istinto le suggeriva di buttarsi nella storia. In 'corso d'opera' le situazioni sono cambiate e lei, purtroppo, non e' stata capace di riadattare l'istinto della prima impressione con le contingenze. E' quando si ignorano i fatti che si scivola. fortunatamente pero' lei ha avuto la forza di rialzarsi subito. Beata lei! Un abbraccio e grazie per il commento spero continuerai a seguire le storie
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