martedì 5 giugno 2018

L'amore inglese Falso e cortese Seconda Parte

L'amore inglese Falso e cortese
Storia di Vittoria

Appena rientrata a Londra dal mio brevissimo week end italiano ricevo un messaggio su whatsapp. Era lui che mi invitava per una cena a casa sua. Come dire no? E infatti ho accettato. Casa di Adam era lontana dalla stazione dell’elegante quartiere in cui abitava e per essere sicura di non perdermi ho usato l’applicazione sul mio cellulare di google map, lui non avrebbe sbagliato. Ma la sindrome di cappuccetto rosso non mi ha abbandonato e cammina, e cammina, e cammina finalmente arrivo al civico stabilito. Vedo una palazzo bianco stile europeo con colonne ai lati che sembravano formare una curva tra l’edificio e la strada. Il solo particolare tipicamente inglese erano le finestrone senza persiane rigorosamente chiuse da tende pesanti. Solo una finestra al primo piano era aperta. Era li che dovevo andare. Peccato che trovare il campanello non sia stata proprio una impresa facile. Anzi diciamo che i primi dieci minuti li ho passati a mugugnare frasi lontane dall’applomb inglese. ‘Eh che cazzo... vaffanculo alla sorte bastarda...ma perché sti inglesi stronzi non mettono il civico in bella vista?’. Dopo aver inveito pesantemente ho trovato il campanello, schiaccio il bottone 4 e c’e’ lui che risponde ‘CIAUUUU sali’. La sua casa era stupenda. Sui muri bianchi una galleria di foto dai colori sgargianti che raffiguravano gente comune proveniente da ogni parte del globo. Manco a dirlo le foto le aveva scattate lui nei suoi viaggi intorno al mondo. La cucina all’americana era in stile moderno ma si sposava perfettamente con il salone vintage arredato solo da una libreria a muro intasata da centinaiai di libri, accanto alla quale era posizionato un televisore al plasma 20000 di pollici e poche foto della sua numerosa tribu familiare. Un’altra camera vicino la cucina, un bagno di servizio e poi la camera da letto abbastanza spartana ma con un armadio enorme ed il bagno incluso. Lui era ancora intento a cucinare con il computer aperto sulla pagina del sito di Gordon Ramsy. Sembra agitato. Tutto doveva essere perfetto e lo e' stato davvero. Buono il pollo, ottimo il contorno, eccellente la presentazione del piatto e l’abbinamento del vino. E parla parla parla... e tu e io e nel bel mezzo della conversazione lui si azzittisce mi guarda e mi dice: ‘andiamo a letto?. Da li in poi e’ stato un vortice selvaggio con vestiti che volavano da ogni parte e l’eccitazione che saliva fino allo spasmo. Il corpo di Adam era una scultura greca e il culo lo stampo del Michelangelo di Donatello. Dono di natura? Eh no cari miei certe conquiste si sudano e difatti Adam nonostante il suo status di imprenditore benestante, andava tutti i santi giorni a lavoro in bici. Pedalava per più di venti chilometri al giorno ma i risultati si vedevano. L’ inglesino sapeva dove mettere le mani ma nel momento di concitazione massima ha sbagliato più volte a posizionare il gioiellino di famiglia nel boschetto incantato. A parte questo piccolo comprensibile particolare tutto è andato benino la prima volta, bene la seconda e molto bene la terza. Eh! tre è sempre il numero perfetto e per un perfezionista come lui fare bene non bastava, bisognava fare di piu’. Dopo il sesso avevo una sete da morire e lui ha preso dalla cucina un bicchiere d’acqua che ho bevuto prima io poi lui che baciandomi me ne ha passata un pochina dalla bocca a mo di mamma uccello con i cuccioli sul nido. Tutto andava a gonfie vele. L’unica cosa che non mi piaceva di quella casa e che mancava la macchinetta del caffe’. Riguardo a lui il solo dubbio era: può un salutista sportivo stare con una fumatrice come lo sono io?. Devo dire che con lui fumavo il minimo indispensabile e il fattore sigarette non sembrava qualcosa che lo disgustava totalmente. 

Gli incontri divennero assidui e lui si dimostrava sempre perfetto. Non un difetto, non un inciampo tutto appariva come nella pubblicità del Mulino Bianco finchè  Adam non mi ha raccontato il suo passato di ex tossico fricchettone all’Universita', di quanto e' bastardo sul lavoro e della sua ex Italiana che è stata l’amore della sua vita. Maddy era italiana e perfetta. Perfetta in tutte le sue imperfezioni. L’abbandono di suo padre in tenera età l’aveva resa insicura e con sbalzi di umore frequenti. Cosi’ diceva lui. Ma lui l’ha amata davvero. ‘E’ stata la storia più bella e più brutta della mia vita’ ha detto. Lei doveva essere sua moglie, la madre dei suoi quattro figli e la compagna della vecchiaia. Cosi’ non e’ stato e a chiudere la storia sembra sia stato lui. Il condizionale in questi casi è sempre d’obbligo. E’ stato lui a dire no, nonostante l’Amore, nonostante i sogni, nonostante le aspettative e il salto delle crisi in anni passati insieme. Maddy doveva essere una ragazza molto coraggiosa. A diciassette anni è partita dal paesino inculato nelle Alpi italiche ed e’ approdata a Londra. Qui avra’ iniziato come cameriera e completato gli studi pagati dalla famiglia benestante. La laurea presa in una prestigiosa università londinese non era stata in grado di far decollare la sua carriera, o per lo meno non sembrava darle le soddisfazioni che desiderava. Lei voleva di più, era questo il nodo della questione, e un giorno ha messo in valigia l’ambizione e la determinazione ed è partita per Singapore per fare un Master in Economia. Al tempo Adam stava lanciando la sua compagnia e quando l’anno di relazione a distanza fini’ e la cara e dolce Maddy avrebbe potuto ritornare tra le braccia dell’English Lord, qualcosa ha preso una piega davvero strana e le convinzioni si sono sbriciolate come il pan grattato. Le carte in tavola le deve aver cambiate lei dichiarando che a Londra non voleva tornare, che il lavoro con salario a sei zeri li avrebbe trovati a Singapore. Di li la proposta ‘ vieni a vivere a Singapore con me?. Se Adam fosse stato romano della Garbatella la frase che le sarebbe uscita di bocca sarebbe stata: ‘ ma te la pij inder culo te e i giappa, io sto qui a casuccia mia che mo’ c’ho pure l’aziendina’. Nella realta’  non sara’ proprio stata cosi’ ma il succo era quello: tu stai dove stai e tanti auguri per la carriera. Morale della favola io da Londra non mi schiodo. Do you understand baby?. Sembrava un ragionamento corretto: lui a Londra aveva qualcosa di concreto lei a Singapore avrebbe potuto avere tante opportunità lavorative ma non meno di quelle che la city offre a tutti ogni giorno. E invece no lei, seguendo il filo logico del racconto di Adam, presa dalla sindrome da abbandono ha mollato baracca e burattino e a Londra non ha più rimesso piede. Qualcosa non mi quadrava ci sentivo puzza di bruciato. Questa storia mi è stata raccontata due volte e le date e alcuni dettagli non coincidevano affatto. Nella prima versione Adam e Maddy sono stati insieme dieci anni e lei ha avuto il lieto fine: ha trovato lavoro a Singapore. Nella seconda versione gli anni passati insieme erano tre e lei è ora di base a Zurigo. Avrei dovuto capire. Avrei ma non lo volevo fare e se c’è una cosa che non vogliamo fare la nostra mente la rigetta mettendola nel cassetto ‘Non importante’. Ed invece era importante. Lo era davvero. Lui stava mentendo ma io ero nel momento di rimettere in discussione il falso finale di Cinderella - Pretty Woman che si ...puo succedere alla fine tutto andrà bene che bisogna essere positivi che poi magari mi sono sbagliata io a capire. Succede no?. Ma anche no! Avrei dovuto pensare. E invece ho continuato a frequentarlo ancora piu’ di prima.

Adam non era campione di simpatia, diciamo che un qualunque cassamortaro sarebbe stato più divertente di lui, e se ho riso di gusto è sempre stato  non di fronte a lui ma per qualcosa che lui faceva inconsapevolmente. La prima volta che ho avuto un attacco di ridarola è stato la prima volta che io e Adam abbiamo fatto sesso. Dopo l’amplesso ci siamo addormentati, anzi diciamo che lui si è addormentato. In quel letto inglese a due piazze, che corrisponde più o meno ad un letto leggermente più grande del nostro una piazza e mezza, Adam dormiva in diagonale occupando l’intera superficie e per maggior scomodità, ovviamente la mia, mi abbracciava. Io rannicchiata in un angolo e con il corpo umidiccio di Adam incollato al mio proprio non riuscivo a prendere sonno. Avrei voluto svegliarlo, anzi tirargli una gomitata in pieno viso. Avrei dovuto farlo ma vedendolo dormire così pacificamente non me la sono sentita. Ad un certo punto si alza e lo sento camminare. Sento la porta del bagno di servizio aprirsi e nel silenzio della notte una scoreggia che sembrava un tuono a ciel sereno. Dopo la grande scossa l’intestino di Adam ha continuato con le scosse di assestamento. Finito il terremoto un ‘oh yesss!’ non gridato ma sufficiente ad essere udito a due stanze di distanza. Ho pensato ... Non faccio proprio cagare a letto al limite facco scorreggiare, il che non è poi male visto che senza  l’intestino soffre. Certo scoreggiare nel bagno attaccato alla stanza da letto non lo avrebbe mai fatto. Non era cool, si rovinava l’immagine poi. Al tempo la cosa mi sembrava esilarante ma anche scorreggiare davanti alla propria donna, certo non quando si sta mangiando, è intimità e tra noi forse non c’e’ mai stata.  I messaggi che Adam scriveva in Italiano erano la cosa che mi divertiva di più nella nostra relazione. Chiaramente il più delle volte usava google translator ma riadattava con frasi che manco Checco Zalone sarebbe riuscito a creare. Eccone alcuni: 
‘Ma certo. Forse un po’ in avanti ( un po’ prima). Quando esco il cinema (in White City) ti mando un messaggio. Avresti mangiato?’ Si ora ridimmelo in English please.
‘Alle 9 sia perfetto per me’ E cosi sia Amen!
‘Ciao bella. Mia cellulare non ha molta batteria (se non mi senta). Ci vediamo per le 9.’  La cellulare non funzionava e quella sera neanche la minchia stava in gran forma! 
‘Si alla casa mia’ e va bene andiamo alla casa tua!. 
Adam era però adorabile e il più delle volte passionale. Non sempre pero’ ... il niente sesso siamo in Inglesi di Wiston Churchil era riadattato a poche volte e quasi sempre di buona qualità. 

L’incubo della zitella inacidita accerchiata da un branco di gatti rognosi sembrava svanito. Forse lui era il ‘The one for me’. Anzi al tempo toglievo pure il forse. Totalmente annebbiata dalla favoletta dal finale ‘e tutti vissero felici e contenti’. Camminavo sulle nuvole peccato che le nuvole sono fatte di vapore acqueo e non di cemento armato e che dopo un po’ è inevitabile, si cade e ci si fa male. Ma queste considerazioni al tempo della mia relazione con Adam non le facevo. Tutto andava bene, convincersene era il primo passo per realizzare il sogno. 
TO BE CONTINUED



Nessun commento:

Posta un commento