domenica 3 giugno 2018

L’amore Inglese, falso e cortese Prima Parte

L’amore Inglese, falso e cortese
questa e' la storia di Vittoria
- Prima parte -

La premessa di questa storia e' che e' iniziata con le migliori premesse. Lui: biondo leggermente brizzolato, occhi di un colore indefinito tra l’azzurro e il verde chiaro, inglese e, per sua stessa ammissione, innamorato dell’Italia. Cosi' si presentava Adam sul suo profilo Tinder. Diciamo pure che era dell’età giusta e aveva il viso affascinante. Eh ...quanto inganna l’apparenza. Se c’è  una cosa che ho imparato dalla mia breve storia con Adam è che dietro ogni faccia c'e' sempre un culo e a volte le due parti anatomiche coincidono. Dopo averlo notato, tra la marmaglia di uomini macho tipo ‘Rocco Siffredi me fa' un baffo, ‘Provami e vedrai’ con i pettorali in bella mostra e il bicipite in primo piano, lui decisamente spiccava. Cinque secondi dopo aver cliccato like già inviavo messaggi spasmodicamente. Pochi minuti dopo Adam risponde. Dopo dieci minuti arriva l’invito. ‘Viviamo vicini. Ti va se ci vediamo?’. Ovvio che si! Il dove e il quando lo ha deciso lui. Che uomo con le palle ho pensato. Diverso dai soliti maschietti ‘troietti’ che se la tirano fino a strapparla la corda e beccarsi il sacrosanto vaffanculo. No, lui no. Lui dimostra audacia e mostra già dalle prime battute una sicurezza disarmante. 

Al nostro primo appuntamento lui è in ritardo di cinque minuti e appena arriva trafelato si presenta con un sorriso a dentatura completa e, come da migliore tradizione inglese, si scusa più di una volta. Il pub dove ci incontriamo è raffinato e neanche a dirlo l’arredo e’ in puro stile vittoriano. Trasuda un misto di eleganza e vecchie sbronze consumate sul bancone di mogano scuro del bar.  Ordina e paga una bottiglia di vino. Dunque, mettiamola cosi', che lui abbia pagato ne sono stata felice perche' il l Pinot Grigio, che a Londra sembra essere di gran moda e fa tanto 'Italian's style', costava una tombola, ma, ed ecco il rovescio della medaglia, il fatto che non mi abbia consultato mi ha indispettito non poco. Si è limitato a dire in un italiano molto inglesizzato: ‘Va bene vero?’. No che non va bene! Per non passare per la solita rompipalle patentata annuisco e strappo un mezzo sorriso. Ci sediamo ad un tavolo illuminato da una candela gia' semi consumata. Lui mi dice che ha una laurea in inglese e latino e dirige una compagnia di marketing che ha creato lui stesso qualche anno fa. Emana ambizione da tutti i pori e riesce a catalizzare la mia attenzione. Io faccio domande su domande, alcune delle quali trappola, ossia che presuppongono risposte non banali ma rivelatrici di personalità’. Lui risponde sempre con coerenza e gira la domada a me. Sono pochi i maschi che prestano attenzione a quello che succede e rispondono colpo su colpo. Adam è uno di quelli. E intanto, nonostante il vino avesse il sapore del tavernello con un retrogusto acetato va giù come fosse acqua fresca.  Dopo mezzora di ‘intervista’ lui mi invita a cena nella seconda sezione del pub che non ha più’ nulla di elegante ma piuttosto sembra una trattoria rustica che di rustico ha solo l’apparenza. I piatti scelti sembrano mini antipastini, ottimi come aperitivi ma certo miserrimi se si pensa ad una cena vera e propria. Il vino lo sceglie lui ovviamente. Pinot grigio ... ancora! Stavolta però è migliore, o così è sembrato alle mie papille gustative che già’ avevano bevuto metà del finto Pinot grigio. Nonostante la cena povera di cibo la conversazione è stata comunque piacevole. A fine serata controllo il sito per vedere quale sia l’orario del treno che mi porta a casa. Mi gira la testa e tutto ciò che voglio è sdraiarmi sul mio letto abbracciare il mio cuscino e cadere in un sonno comatoso. Come da migliore sfiga noto che dovrò aspettare quindici minuti sulla piattaforma del treno a Balham e dieci  su quella di Clapham Junction. Già immagino la scena che si profilerà all’orizzonte: io in compagnia di qualche vecchio alcolizzato barcollante, e il solito gruppo di ragazzini con l’acne che ad un certo punto immancabilmente sbratteranno anche l’anima vicino a me. A quel punto mi rendo conto di essere anche io un po’ brilla ma ancora capace di camminare decentemente sui tacchi e parlare in inglese, anche se maccheronico. Adam mi sorprende dicendomi “Ho prenotato il taxi in dieci minuti sarai a casa’. Il taxi arriva dopo 2 muniti che ero fuori dal locale, apro la portiera mi siedo tiro e un bacino a Adam. Appena arrivata a casa sprofondo vestita nel mio letto ancora disfatto. La mattina dopo, dopo il secondo caffè realizzo che la serata non è stata affatto malvagia. Anzi, tutto il contrario.

Al secondo appuntamento con Adam decido di prendere io in mano la situazione. Sceglierò io il posto, il cibo e il vino. Contatto Adam e lo invito in un locale italiano a Wimbledon abbastanza vicino per me. La scelta è stata ponderata bene e le critiche sul web del ristorante sono tutte ottime. Adam sembrava non aspettasse altro e senza nessun indugio ha risposto al mio messaggio con un incoraggiante: ‘Si dai!’. Lo incontro alla stazione di Wimbledon, lui arriva, ci salutiamo e lo porto a fare un aperitivo in un pub vicino la stazione. E’ sabato sera e il pub è pieno di gente, ordiniamo una birra e mi parla dei suoi hobbies. Primo fra tutti lo sport, anzi gli sport. Fa piscina, boxe, climbing, yoga, ottimo per lo stretching dice lui, e poi scia appena può. Dulcis in fundo per rimarcare la sua personalita’ 'chic' mi rivela una vera e propria passione per il golf, sport che pratica nel tempo libero. In quel momento ho pensato ‘ma dove cazzo lo trova il tempo per fare tutto?’. La domanda su cosa mi piace fare nel tempo libero è poi stata girata a me. Io avrei voluto dire: ‘Il mio hobby preferito è piazzarmi sul divano con pane e nutella a vedere Shrek’. Ed invece ho detto una mezza bugia o una falsa verità’, dipende dal punto di vista: ‘Io vado in palestra’. Il che non era del tutto falso. Andavo in palestra una o due volte a settimana perchè otto ore tutti i giorni seduta in ufficio sentivo il sedere diventare un tutt’uno con la sedia e avevo davvero bisogno di muovermi un po’. Certo non avrei mai scalato montagne o fatto duecento vasche in piscina. Quello non lo avrei fatto manco per tutto l’oro del mondo.  Lui sorride ed io, facendo i salti mortali, riesco a deviare il discorso su qualcosa di un po’ più’ intellettuale. La scelta cade sulla politica. Specificatamente la politica italiana anzi i politici italiani. Adam ne sa parecchio di corruzione e intrallazzi politici made in Italy e non mancano le battutine pungenti e fastidiose come l’ortica.  Ma cazzo non potevo parlare della cultura e le opere d'arte italiane no? Questo conferma che con il vino faccio domande brillanti, mentre la birra, oltre a farmi pisciare ogni due per tre, mi rende idiota. Finisco la pinta il più' in fretta possibile e con un sorriso imbarazzato dico ‘andiamo a mangiare? Ho fame!”. Arrivati all’indirizzo del ristorante troviamo invece un bar chiuso. Adam controlla su internet ed in un due secondi netti scopre che il ristorante da me scelto è stato chiuso tre mesi fa. Ecco quello è stato uno di quei momenti in cui pensi ‘certe serate andrebbero dormite'. COLOSSALE FIGURA DI MERDA! Lui non si scompone e camminiamo finche’ troviamo un ristorate italiano. Mi guarda e dice ‘ andiamo qui va bene vero? ‘ ed io lo seguo. Il locale è carino, ai muri sono attaccati i poster di Sophia Loren e Alberto Sordi, l’arredo e’ semplice e accogliente e c’e' anche un caminetto. Il tavolo vicino al camino e’ vuoto ed io mi siedo li’. Ancora fiumi di vino e piatti squisiti. Solo chi è emigrato può’ apprezzare a pieno un antipasto a base di mozzarella di bufala, mortadella e prosciutto crudo. Solo chi manca dal Bel Paese da mesi o anni riesce a commuoversi per una pizza preparata e cotta nel modo giusto senza l’odiosa opzione di ananas e ketch up sul menu’. Lui mi racconta della sua famiglia: ha tre sorelle e 11 nipoti. Quasi dodici precisa. Io con un solo fratello e zero nipoti mi sentivo una privilegiata. Ma pensa a natale che borgia in casa sua e ogni mese un compleanno. Per pasqua la kinder dovrebbe regalare una tessera fedeltà’ per il povero Adam. Niente di tutto ciò’. Lui fa il regalo solo alle sorelle non ai nipoti nothing , niente, nisba ‘sono troppi’ si giustifica lui. Aaahhhh! La famiiiiggghhia è un concetto tutto italiano. Poi mi parla della sua infanzia. Avevo notato sin dal nostro ingresso che il tavolo vicino al camino non era esattamente quello che lui avrebbe scelto. La mia prima idea su questa sua riluttanza al tavolo  e' stata: ‘non l ha scelto lui quindi non lo soddisfa’ e invece no, c’era molto di più sotto i pregiudizi e le apparenze.  A rivelare la scomoda verita’ e’ stato proprio lui. Da bambino era parecchio pestifero, e quarto figlio maschio, dopo tre femmine, deve essere stato sicuramente super viziato. Fatto sta che un giorno, all'età di 11 anni, lui e i suoi amichetti hanno acceso un falò nel bosco vicino casa e, complice il vento sfavorevole, il fuocherello si è espanso a dismisura fino ad incendiare l’intera vallata. Ecco stavo cenando con un ex piromane a cui il trauma infantile ha creato una certa ritrosia nello stare vicino ad un fiamma che arde. Ovviamente il fatto ha provocato conseguenze anche gravi e, l’allora piccolo Adam, non se l’ è cavata con un ‘This is wrong you can’t do it’ - Questo non si fa e’ sbagliato - ma è stato spedito in una boarding school, una scuola per bambini ricchi e spocchiosi lontano da casa. Avessi fatto io la stessa cosa al tempo le mazzate si sarebbero sprecate. Altro che scuola per bambini ricchi, mia madre avrebbe perfezionato il suo ‘lancio dello zoccolo’, di cui aveva già’ ad un livello altamente avanzato. Ma no,  il padre di Adam, da inglese ha fatto poche scene e reputato che la migliore soluzione era togliersi dalle palle il figlio piromane. Avra’ applicato la teoria: ’lontano da casa lontano dal fuoco’. Non e’ stato cosi. Adam sarebbe tornato ad essere un ‘bad boy’ - cattivo ragazzo- nel periodo universitario ma questo me lo dirà al nostro terzo appuntamento. Raccontando questa storia, Adam sembrava a suo agio e la interpretava come una ragazzata. La conseguenza di essere stato di fatto allontanato dalla famiglia era per lui la cosa più naturale. Dal racconto non trapelava la benché minima emozione su un fatto che ha, di fatto, segnato il suo isolamento dalla famiglia in un periodo delicato come l'infanzia e la prima adolescenza. Intanto la cena si concludeva e anche la nostra seconda bottiglia di vino. Lui ha provato a convincermi che avrebbe pagato lui ma io imperterrita ho infilato la mia carta di credito e composto il pin. Questi sono quei momenti in cui pensi : ‘Sono una donna indipendente e pago anche io i conti!’. Poi la mattina seguente, quando controlli il saldo del tuo conto, ti ricordi improvvisamente di ricevere uno stipendio da fame e di vivere in una delle citta' piu’ care al mondo. Ed e' proprio in quell’istante che anche se sei convintamente atea, come lo sono io, dalla tua bocca volano madonne come rondini a primavera. Ritornando alla sera, appena conclusa la cena siamo usciti dal ristorante, fuori l’aria era gelida, il vento sembrava tagliarmi il viso e in strada c’erano le solite ragazzine inglesi con cappottini di finta pelliccia, minigonne giro
TO BE CONTINUED 

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